Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Helldone 2008: 3...2...1... HIM!

3...2...1... HIM!



SETLIST 31.12.2008 – Tavastia Klubi Helsinki
It’s all tears
Wings of a butterfly
Right here in my arms
Buried alive by love
Join me

Passion’s killing floor
Wicked game
Killing loneliness
Soul on fire
The Funeral of Hearts
Your sweet 666
Kiss of dawn
Poison girl
The Sacrament
Rebel yell
When love and death embrace

Vampire heart
Razorblade kiss
Sleepwalking past hope

 

 

31 dicembre 2008. In una Helsinki tanto ghiacciata quanto bellissima, sta per iniziare l’ultima data dell’Helldone 2008, il Capodanno che ogni fan degli HIM sogna. E stavolta, finalmente, ci sono anch’io. Il freddo scoraggia un po' a mettersi in fila dalla mattina, così quando alle 17.00 decidiamo di metterci in coda, davanti alle porte del Tavastia ci sono meno di 20 persone. L’attesa diventa sempre più snervante, man mano che la temperatura si abbassa. Ci scaldiamo saltellando e cantando a squarciagola canzoni dei cartoni animati, mentre qualcuno in fila ci guarda sconvolto (...e probabilmente spaventato!). Finalmente arrivano le 20 e la porta esterna si apre. Ancora interminabili minuti di attesa, poi ecco aprirsi la porta interna, quella che ci separa dal palco. C’è qualche immancabile spintone, ma riesco a raggiungere le mie amiche sulle scale. Tutte tranne una, in realtà: vedo la sua mano spuntare dalla prima fila, mi urla di scendere, mi ha tenuto il posto. Ci metto un secondo a decidere. . Arrivo davanti alla transenna con le gambe che tremano e le lacrime agli occhi.
Alle 22 salgono sul palco i 45 Degree Woman. Il loro è un rock piacevole, che aiuta a non sentire il peso dell’attesa che ci separa dai nostri beniamini. E’ poi il turno dei KYPCK, con Hiili Hilesmaa alla batteria. Intorno alle 23.30, salgono sul palco i roadies a sistemare gli strumenti....ci siamo quasi!

Mancano pochi secondi a mezzanotte quando Juhani Merimaa, proprietario del Tavastia, sale sul palco sovrastato da un gigantesco heartagram, per il consueto countdown e il bagno di spumante ad una folla che non aspetta altro che gli HIM. Le luci si spengono, parte la intro (la sigla di Spiderman) ed eccoli, finalmente: Linde, Migè, Burton e Gas salgono sul palco.
Partono le prime note di It’s all tears (Drown in this love), ed ecco Ville, con un completo nero di tessuto un po’ lucido e il cappellino viola. “Open your arms, and let me show you what love can be like” e la sua voce è un brivido, che come sempre mi avvolge per non abbandonarmi più fino alla fine del concerto. L’affiatamento tra i ragazzi è palpabile, ed è ciò che li rende davvero speciali. Chiacchierano e ridono tra loro appena ne hanno la possibilità. E’ poi il turno di Wings of a butterfly, Right here in my arms, Buried alive by love, una sempre splendida Join me in death, con un Ville ad occhi chiusi, completamente perso nella sua musica.
Dopo il primo gruppo di canzoni, Ville chiacchiera con il pubblico, facendo pubblicità al sexy shop del padre sia in inglese che in finlandese. Sorride dolcemente rivolto alla galleria, dove probabilmente, come ogni anno, ci sono Anita e Kari Valo. E dopo un meraviglioso assolo di Migè in Soul on fire, eccola: The Funeral of Hearts, con una lunghissima, splendida intro e un finale indimenticabile.
Ma inaspettatamente, per me la canzone più bella e più sentita del concerto è stata When love and death embrace. Non è mai stata tra le mie canzoni preferite, ma stavolta Ville l’ha cantata mettendoci tutto se stesso, incantando e regalando brividi ed emozioni indimenticabili.
Sulle ultime note, i ragazzi iniziano ad uscire, per poi essere richiamati a gran voce dalla folla. E loro ovviamente non deludono, regalandoci Vampire heart, Razorblade kiss (con un piccolo intermezzo in cui Ville ha ripreso, giustamente, qualcuno tra il pubblico che urlava fino a coprire la sua stessa voce) e infine Sleepwalking past hope: si rompe una corda della chitarra di Linde, che, imbarazzatissimo, viene scherzosamente preso in giro da Ville mentre i tecnici portano una chitarra nuova.
Sleepwalking past hope segna la fine del concerto, purtroppo… due ore che sembrano passate in un lampo! Ancora una volta gli HIM sono riusciti a sorprendermi, emozionarmi, farmi sorridere e piangere insieme!
L’unica nota negativa, come sempre, va a quella tipologia di fan che dimostra di non aver capito nulla del senso della musica degli HIM. Perchè essere fan non si misura dal numero di concerti a cui si è stati o dal numero di foto postate, al ritorno, sui vari forum o siti sparsi per la rete. Essere fan è lasciare che siano le emozioni a parlare per te quando tu non hai più voce per farlo, è correre verso la prima fila sapendo che, qualsiasi cosa accada, la tua amica ti terrà il posto. Perchè è bellissimo andare a un concerto, ma lo diventa ancora di più quando puoi condividere le tue emozioni con persone che hanno la tua stessa passione.
Essere fan è piangere e ridere nello stesso momento, quando per un secondo incroci lo sguardo del tuo idolo e ti tremano le gambe. Ed è anche passare di sera nel suo quartiere, lasciarti avvolgere dalla magia del luogo e sorridere ebete per giorni solo perchè l’hai visto passare dall’altro lato del marciapiede senza avere il coraggio di fermarlo.
E, cosa più importante, essere fan è amicizia, un’amicizia che va oltre le differenze d’età e di provenienza.
E sentirsi dire che si è un gruppo davvero affiatato, mentre si è in fila a chiacchierare, cantare e saltellare per tentare di tenerci caldo, è il complimento più bello. Otto persone diversissime, provenienti da varie città d’Italia, che si conoscono solo da pochi mesi, unite e rese quasi sorelle dalla musica degli HIM.
Perchè la loro musica, per noi, è questo: un legame fortissimo che ci ha unite.


di Sweetie_616 - Alessia

 

Clicca qui per visualizzare la Gallery completa del concerto all' Helldone 2008/ 2009!

You have no rights to post comments

template joomlatemplate joomla gratis
2019  The Heartagram Path   globbers joomla template