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Helldone 2008: 29, 30, 31 Dicembre

29 Dicembre


Sono le 0.05 del 29 dicembre quando l’aero della Finnair atterra all’aeroporto di Helsinki - Vantaa.
E’ difficile credere di essere di nuovo in Finlandia ed è ancora più difficile credere che da lì a due giorni vedrò gli HIM e non per un concerto “qualsiasi” ma per il concerto del 31.12 al Tavastia, quello che ha inizio allo scoccare della mezzanotte e saluta l’anno nuovo. A malapena mi rendo conto che l’Helldone ha inizio la sera stessa, forse perché ancora non ho nemmeno visto il biglietto dei tre giorni, devo aspettare di arrivare in Hotel per ritirarlo. Finalmente alle una, dopo tanta fatica e un esaurimento nervoso sfiorato (perché diciamolo, trovare i biglietti dell’Helldone è una crociata) eccolo lì davanti ai miei occhi, un pezzo di carta verde che vale molto di più del prezzo pagato e sul quale c’è scritto a grandi lettere: HIM, THE 69 EYES, NEGATIVE 29-31.12.08. Sembra veramente troppo bello per essere vero.
La mattina stessa ci si precipita davanti a Tiketti per sostituire il biglietto e dopo averlo praticamente aperto visto che siamo le prime clienti otteniamo finalmente braccialetto e pass, quest’ultimo viene immediatamente infilato al collo, della serie: toglietemi tutto ma non il pass!
La giornata in giro per Helsinki passa fin troppo velocemente e tra una cosa e l’altra arriva la sera ed è ora di varcare le porte del Tavastia! Devo dire che non siamo particolarmente interessate alle band che suonano più che altro siamo lì per tastare il territorio per il 31, verso le 21.45 le porte che danno sulla sala dei concerti si aprono e con calma prendiamo posto sulle scale. Dopo circa una mezz’ora il primo gruppo (di cui non ricordo nemmeno il nome) inizia a suonare, non son male ma decisamente troppo metal per i miei gusti; veramente interessate finiamo per il sederci sui gradini a guardare le foto scattate durante la giornata. Il secondo gruppo (anche questi senza nome) segue lo stile del primo (con nostra grande gioia), dopo la terza canzone decidiamo di rinunciare a vedere il terzo(gli Stamina) e tornare in hotel per risparmiare le forze per i due giorni successivi.

30 Dicembre


Anche per questa serata evito la coda davanti alle porte, per quanto sia curiosa di vedere sia Negative che The 69 eyes non ho proprio intenzione di fare la fila per loro (soprattutto con una temperatura di otto gradi sotto lo zero). Dunque, circa una mezz’ora dall’apertura porte, con tutta la calma possibile ed immaginabile entriamo (insomma ce la prendiamo comoda veramente!). Il locale all’interno è molto più affollato della sera precedente, tanto che è piuttosto difficile farsi largo tra la gente in fila. Mentre due delle nostre amiche sono in mezzo alla folla in attesa di entrare, io e le altre ce ne rimaniamo tranquille e in disparte a chiacchierare e ok… ad adocchiare qualche bel finnico di passaggio. Finalmente le porte si aprono e la gente si riversa verso il palco.
Ad aprire la serata ci pensano i Sara: non male, davvero carini ed orecchiabili. All’incirca alle 22.20 (non ricordo l’ora precisa sinceramente) tocca ai Negative e non me ne vogliate se dico di essere rimasta scioccata da Jonne. Per tre canzoni sono rimasta a fissarlo sculettare di qua e di là sul palco, incredula. Non mi ero immaginata che fosse così esagitato. Musicalmente parlando, però, non c’è niente da dire, ha una bella voce, e la band live rende bene. Peccato non abbiano fatto Lost soul e Still Alive, mi sarebbe davvero piaciuto sentirle dal vivo.
Dopo Jonne & Co. arrivano sul palco i The 69 Eyes, ultimo gruppo della serata. Ecco, loro mi hanno sorpreso positivamente! Ascoltandoli su CD li avevo trovati piuttosto noiosi e ripetitivi ma live sono tutt’altra cosa. Hanno molta presenza scenica e riescono a coinvolgere tantissimo il pubblico. Jyrky ha una voce fantastica, Jussy beh alla batteria è una mito (ed è un gran pezzo di figliolo!) Insomma: davvero bravi!!

 

 

 

31 dicembre

 

 

SETLIST 31.12.2008 – Tavastia Klubi Helsinki
It’s all tears
Wings of a butterfly
Right here in my arms
Buried alive by love
Join me

Passion’s killing floor
Wicked game
Killing loneliness
Soul on fire
The Funeral of Hearts
Your sweet 666
Kiss of dawn
Poison girl
The Sacrament
Rebel yell
When love and death embrace

Vampire heart
Razorblade kiss
Sleepwalking past hope



Il momento tanto atteso è arrivato! Finalmente tocca agli HIM suonare sul palco del Tavastia!!
Visto il freddo decidiamo di metterci in fila non prima delle cinque di pomeriggio, ovviamente di tanto in tanto facciamo qualche spedizione per controllare l’andamento della fila. Passiamo così la giornata stravaccati sulle poltroncine della hall dell'hotel, e neanche a farlo apposta mentre stiamo chiacchierando alla radio partono le note di una canzone ben nota, all’unisono alziamo le sguardo, stupite: è Heartache every moment acustica! Si vede proprio che siamo in Finlandia! Intanto il tempo passa, l’agitazione sale. Alle 17.00 meno qualche minuto è ora di infilare giacche, sciarpe, guanti e cappello: si va a fare la fila! Con nostra immensa sorpresa, una volta arrivate davanti al Tavastia ci troviamo davanti una trentina di persone all’incirca. Ci si mette in fila e si cerca di passare, alla meglio, le ore che ci separano dalle 20.00.
La security tenta di far indietreggiare i fan, troppo vicini alle porte ma è quasi pressoché inutile, cinque minuti dopo è tutto come prima. A movimentare la situazione arriva un ubriaco che tenta di mischiarsi alle persone in attesa, fortunatamente dopo poco viene portato via dalla security.
Finalmente arrivano le 20.00, ora dell’apertura porte. Per guadagnare tempo c’è chi, nonostante il freddo, si toglie già i capotti. Le porte vengono aperte, la gente inizia a spingere ma si passa un po’ alla volta. Dopo una corsa, aver mostrato pass e bracciale, e aver lanciato giacche e accessori al guardaroba, si va di nuovo in fila, questa volta al caldo, almeno.
Più i minuti passano e più l’agitazione sale alle stelle, personalmente non sto più nella pelle.
Non so dopo quanto tempo ma alla fine le maledette porte di legno davanti a noi si aprono e un fiume umano si riversa nella stanza, l’unica cosa è correre e tentare di arrivare, magari, in prima fila.
Mi guardo intorno ma davanti al microfono di Vile si è già creato un ammasso di fan, la prima fila sembra ormai andata quando, con la coda dell’occhio vedo un pezzo di transenna libera! Inutile dire che senza nemmeno pensarci mi ci sono tuffata (e quasi schiantata) riuscendo ad occupare - miracolosamente - spazio sufficiente per due (Avevo infatti promesso alla mia amica Ale che, nell’ipotesi di riuscire ad arrivare davanti, avrei tenuto il posto anche per lei).
Ebbene eccoci qui, all’ Helldone, davanti a Migè, in prima fila… è incredibile ed i miei neuroni ancora stentano ancora a crederci nonostante i miei occhi vedano chiaramente l’enorme heartagram montato sul soffitto, segno che veramente gli HIM suoneranno lì (e fra poche ore).
La serata viene aperta dai 45 Degreee Woman che bene o male intrattengono bene il pubblico, seguono i KYPCK che cantano in russo e che senza offesa sono una noia mortale. Grazie al cielo la tortura finisce e la sopracitata band esce di scena. I roadies iniziano a preparare il palco per gli HIM, vengono stesi i tappeti, sistemate le set list, accordati gli strumenti.
Gli ultimi minuti d’attesa passano lenti come ore ma, per fortuna , troviamo un ottimo modo per occupare il poco tempo rimasto. Da dove siamo noi, infatti, si può osservare la porta (aperta) che dà sul back stage. Dopo poco intravediamo Gas, poi Linde e qualche secondo dopo vediamo passare Ville intento a sistemarsi il cappello e a passeggiare su e giù, è una morte sfiorata.
A un minuto a mezzanotte Juhani Merimaa fa la sua comparsa sul palco, inizia il count down: 10 - 9 - 8 - 7- 6 - 5 - 4- 3- 2 - 1, è il delirio. Merimaa augura buon anno in diverse lingue, italiano compreso, stappa lo spumante ed annaffia la prima fila poi finalmente pronuncia la parola che tutti attendevano: parola HIM e il pubblico esplode mentre lui si ritira dietro le quinte.
Le luci si spengono, parte l’intro mentre luci rosse illuminano l’heartagram sul soffitto. Entrano Linde, Migè , Burton e Gas …partono le prime note di It’s all tears (Drown in this love), finalmente Ville sale sul palco. Wings of a butterfly, Right here in my arms e Buried alive by Love volano via fin troppo velocemente. Arriva l’immancabile Join me in death nella quale il pubblico è più che felice di cantare “This live ain’t worth living”. Tocca poi, a Passion’s Killing floor, l’intramontabile Wicked game e la fantastica Killing loneliness. Si riparte poi con l’energica Soul on fire all’inizio della quale Migè si esibisce in uno splendido assolo mentre Linde e Ville si scambiano diverse occhiate e lanciano sguardi divertiti verso il bassista. Finita questa canzone il Valo scompare dal palco mentre una nuova intro con dei violini intrattiene il pubblico, è il turno della magnifica di The Funeral of hearts alla fine della quale Ville si esibisce in un “bloom” finale talmente bello che scioglie il mio cuore (e credo anche quello di molti altri fan).
Si continua senza sosta con un altro classico ovvero Your sweet 666 per poi tornare a Venus Doom con The Kiss of dawn e poi di nuovo si torna indietro con un’altra stupenda canzone tratta da Love Metal, The sacrament seguita a ruota dalla storica Poison girl, che però viene cantata senza la classica intro. Dopo di questa tocca a una cover di Bill Idol, la mitica Rebel yell e il pubblico si scatena cantando a squarciagola “More, more, more”. Si arriva così all’ultima canzone, una canzone che pochi si aspettavano di poter risentire, direttamente da Greatest Love Songs vol.666: When love and death embrace. Qui Ville da il meglio di sè, mettendo nella canzone anima e corpo, rendendola ancora più magnifica e struggente, (la versione del CD impallidisce o quasi). Non so descrivere l’emozione provata, dico solo che mi si è stretto il cuore e che alla fine ero in lacrime o quasi.
Gli HIM escono dal palco, il pubblico applaude intonando in coro “we want more, we want more”.
Dopo diversi minuti la band ritorna finalmente sul palco e si ricomincia con una canzone tratta da Dark Light: Vampire heart, eseguita stupendamente. Si torna poi ai “vecchi tempi” con Razorblade Kiss dove Ville si diverte e far scoppiare con la sigaretta un palloncino lanciato sul palco, la canzone viene però interrotta dal cantante per riprendere un tizio che lo stava infastidendo, dopo questa pausa si continua.
Ville avverte che è l’ultima canzone (e stavolta per davvero), tocca a Sleepwalking past hope. Con essa il concerto si conclude e dopo aver ringraziato Ville lascia il palco, seguito poi dal resto della band. Il concerto è finito e a noi (mezze intontite) non resta che seguire il resto del pubblico verso l’uscita.
Anche se Ville non è stato molto “presente” o almeno non il Ville al quale mi ero abituata durante il tour di VD e ai festival estivi (o all’Helldone del 2007) è stato comunque impeccabile, la band si è presentata in gran forma.
Insomma è stato pur sempre un concerto magnifico!!
L’ unico rammarico è che tutto è passato dannatamente in fretta.

 

di InfernalOffering - Laura

 

Clicca qui per visualizzare la Gallery completa del concerto all' Helldone 2008/ 2009!

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