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Milano 2008: la prima volta non si scorda mai

La prima volta non si scorda mai


Ricordi. Che siano brutti o belli poco importa. Quel che conta sono le emozioni che riescono a trasmettere: ti fanno ridere e piangere allo stesso tempo, ti fanno sentire viva e rimarranno per sempre nel tuo cuore.
Ricordi. Ricordi stupendi in questo caso. Quattro giorni meravigliosi, intensi, ricchi di ricordi, risate, momenti di confronto e ... anche sconforto.
La mia prima avventura Himmica comincia il 5 marzo 2008, appena tre giorni dopo il mio 20esimo compleanno, dall'aeroporto di Catania.
Mattina. Io e Claudia ci diamo appuntamento al check in, pronte per partire alla volta della prima tappa Himmica di questo mini tour : Milano, Alcatraz.
Il viaggo comincia, forse in modo un pò turbolento. L'aereo decolla e finalmente arriva a Malpensa ed è tutto quel che mi interessa, perchè, da lì a meno di un giorno, si sarebbe realizzato un mio piccolo grande sogno: vedere la band che in così poco tempo mi ha rapito il cuore, facendomi sognare ed appassionare alla loro musica. Vedrò gli H.I.M. dal vivo. Via Tonale, nei pressi della Stazione Centrale, io e Claudia ci sistemiamo in albergo.
Giorno sei Marzo mattina. Colazione e poi linea gialla, direzione P.zza Duomo, verso Tesssh MR e Jè. Alla fine ci riusciamo, dopo giorni e notti trascorse davanti al pc a chiacchierare. Do un volto a due di quelle persone che ormai posso considerare amiche. Momento di incertezza,l'appuntamento è davanti al Duomo,lato Galleria Vittorio Emanuele. Si,le foto son state scambiate, il volto non è del tutto nuovo ma è come se lo fosse. Dei pixel non possono rendere l'espressività del volto di una persona come invece è vedersi dal vivo. E' strano, enormemente strano, quasi non le riconoscevo, considerando che siamo state quasi 15 minuti a guardarci in faccia, senza accennare il minimo riconoscimento. La mia Tesshora è bellissima, dolcissima, simpaticissima, insomma, tanti aggettivi in 'issima'. E da lì comincia il countdown.
Sempre meno ore, sempre meno tempo ci divide da loro. Si pranza e alle 15 comincia l'esodo verso l'Alcatraz. Alle quattro circa siam lì e la fila è immensa. Tanta gente diversissima tra loro che, nelle ore successive al nostro arrivo, continuerà a crescere in maniera esagerata. Quel che più si apprezza in un concerto, esibizione a parte, è l'attesa,soprattutto se condividi la 'sofferenza' con amici, persone che provano quel che senti tu. E' così è stato. Io e la Tesssh MR a fumare come ciminiere. Comunque, HIM a parte, non sarò ipocrità e non negherò l'evidente bellezza di Ville. Talmente evidente che io e MR ci siam perse in...'congetture', alle volte strampalate e maniacali ,rivolte al (secondo noi) inesistente "pacco" di Ville.
E le risate, il confrontarsi, il poter finalmente parlare 'dal vivo' di una passione così grande che ci accomuna, è un'esperienza che non cambierei con nient'altro. Sono momenti magici, momenti importanti, che fanno riflettere, perchè l'amicizia, se è quella con la A maiuscola, non ha confini. Non importa dove ti trovi, che lingua parli, ciò che conta è quel che sei. E io ringrazio ogni giorno questo fantastico gruppo perchè mi hanno dato la possibilità di incontrare delle persone fantastiche.
Insieme alle nostre congetture, cresce sempre più l'attesa. Io e Angy che messaggiamo, (lei e Igor sarebbero venuti in macchina da Sanremo). E mentre si parla e si scherza, l'ora della magia si fà smepre più vicina, fin quando, alle sette e mezza, i cancelli dell'Alcatraz aprono le porte di quel sogno che io ormai chiamo col nome "H.I.M.".
La corsa verso il palco porta buoni frutti. Primo concerto, seconda fila, mi và più che bene.
L'attesa comincia, quella più brutta. Le ore che non sembrano passare mai, i minuti più difficili, ma, alla fine, dopo un'attesa snervante, qualcosa sembra smuoversi e quei capelloni dei Paradise Lost fanno il loro ingresso. Uno spettacolo che mi ha lasciato a bocca aperta: non li conoscevo ma sono grandi, e anche se impossibile come mio solito, mi lascio andare, a modo mio, alla musica e a queste note che spaccano di brutto. E sotto i fischi dei più stupidi,i Paradise terminano la loro esibizione.
H.I.M., H.I.M, H.I.M, H.I.M, H.I.M, H.I.M, H.I.M è un boato che si solleva. Alla fine, signori e signore, la magia ha inizio. Il sogno comincia e io, come altre mille persone, non vorremmo più svegliarci. Uno ad uno tutti i componenti fanno il loro ingresso. Mastrolindo, Viky Vikingo, il Cowboy e Gas Gas. E con fare da prima donna, entra lui, l'uomo che, con la sua voce, il suo fascino, ha stregato milioni di persone in tutto il mondo, donne e uomini, non importa, perchè, oltre alla bellezza, quel che più colpisce di quest'uomo è la voce. E' potente e delicata, pronfonda e sensuale. Una voce che ti cattura e ti ammalia, ti fà perdere, in in vortice di emozioni che scaturiscono dal love metal degli H.I.M. Da lì cominciano due delle ore più belle della mia vita: l'emozione di sentire per la prima volta dal vivo dei brani che mi hanno fatto sognare,la dolce e malinconica Join Me, Right Here in My Arms ed, infine, a chiudere uno spettacolo così ricco di emozioni, una stupenda The Funeral of Hearts, così suggestiva ed evocativa. Chiusura perfetta per la prima tappa.
La gente comincia ad andare via. Inutile il coro di 'bis bis bis', gli HIM hanno terminato. Per chi ci sarà,l'appuntamneto è al Saschall di Firenze. Momento di pausa, sigarette a gogò, compriamo un poster ricordo e alla fine ci 'invitano' a lasciare l'Alcatraz: devono chiudere.
Gambe in spalle,stanchezza o meno, si deve far ritorno a 'casa'. Metrò ed in poco rieccoci in Via Tonale. Tutte in camera e, finalmente,dopo mesi, conosco Angy, la mia compagna di "amministrazione". Lei è con Igor, il suo ragazzo. Lei così piccina, una bambolina. Lui un omone biondo altissimo. Scambi d'opinione, ricordi della serata appena trascorsa... Alla fine, piano piano, si comincia a tornare alle proprie camere, mentre io e Claudia sistemiamo il bagaglio. La mattina seguente sveglia e treno per Firenze. Il Saschall ci aspetta e con lui il proseguimento del nostro sogno... Himmico.

 

di Mrs. Doom - Marzia

 

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