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Firenze 2008: Cronaca di una splendida giornata Himmica

Cronaca di una splendida giornata Himmica



06/10/07 ore 13:21


Data e ora in cui mia madre ha deciso di regalarmi un sogno, ancora non del tutto consapevole di ciò che per me quel pezzo di carta potesse significare.
Ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio e finalmente marzo è arrivato! Un’attesa lunga e fremente, ricca di aspettative e scandita da una incredibile voglia di assistere al live dei mie adorati HIM,il mio primo, e sicuramente non ultimo, live!
Un’attesa condivisa virtualmente con il nostro splendido forum e con tutte le persone che, come me, tra le mani stringevano il desiderio di passare una serata indimenticabile.


07/03/08


Nottata agitata, risveglio traumatico e il pensiero a ciò che di lì a poco sarebbe successo: il concerto, finalmente la tappa di Firenze del Tour di Venus Doom.
Sono stata fortunata, perché essendo la mia città, non ho dovuto faticare molto per organizzare il viaggio e i relativi spostamenti. Nonostante avessi preparato tutto nei minimi dettagli, sono riuscita ad arrivare in ritardo anche in un'occasione del genere, non mi smentisco mai!
Avanzo con passo deciso verso il retro del Saschall e riconosco subito la mia ammora tessshora lovvosa Marzia, ovvero una delle nostre deliziose amministratrici (+°°BatWinnie°°+), nonché una delle persone con le quali ho subito instaurato un bellissimo rapporto all’interno del Forum. Inutile dire che le corro incontro e me la abbraccio bene bene: finalmente, dopo tanto tempo, tutto si materializza davanti ai miei occhi, la felicità è tantissima! Il mio sguardo si allarga ed eccola, la nostra Lo (NighTgaleQueen), la piccola BiancaNeve dark, un’altra delle mie tessshore, una delle persone alle quali sono legata con un doppio filo costellato da tanti heartagrammini!
Non è finita qui, anche Claudia (GlassMask83) è dei nostri e sembra tutto davvero magico e splendido.
Inizia così l'attesa,4 orette buone in piedi al freddo a chiacchierare, ridere e scherzare, parlando di come tutto è iniziato, della nostra isola felice e di come alle volte le protagoniste dei nostri Giochi di Ruolo siano particolari, fin troppo. D’altronde rappresentano una piccola parte di noi e ci aiutano a continuare a sognare, a trovare sollievo da ciò che nella nostra piccola vita non ci va a genio, la valvola di sfogo della nostra creatività, chiamiamola così! Tra una chiacchiera e l’altra, tra una sigaretta e una risata, ci accorgiamo che la gente in coda è davvero tanta, persone che arrivano in continuazione. Sale la frenesia di entrare per poter trovare un po’ di calduccio e dare il via alla nostra serata Himmica.
Organizzano i blocchi per far sfoltire la folla, e il cuore inizia a battere un po' più veloce! E’ il nostro turno, un rapido sguardo d’intesa, biglietto in mano e via verso l'entrata, anche se, dopo essere stata ferma per tutto quel tempo, non è una corsetta piacevole da vedere, dato che mi cedono le gambe! La corsa si ferma in platea ma noi decidiamo di evitare la calca, dato che la gente inizia già a pressare e comprimere, e abbiamo la brillante idea di guadagnarci la galleria, alla sinistra del palco. Una scelta ottima, dato che, anche se lontane dal palco, abbiamo goduto dello spettacolo nel suo insieme, gustando ogni minima sfumatura e apprezzando gestualità, musica, testi e parole, nella loro totalità.
Alle 19:00 circa siamo già a sedere, un'oretta di attesa in cui scendiamo per prendere la maglina del tour, che è davvero stupenda, e i megaposteroni di Mr.Valo (anche se ne avrei tanto voluto uno con tutti e 5!). E poi... PARADISE LOST! Uno S P E T T A C O L O inimmaginabile! Nick Holmes (voce), Greg Mackintosh (chitarrista, quello capellone che assomiglia a Ozzy!), Aaron Aedy (chitarrista), Steve Edmondson (bassista) e Jeff Singer (batteria) regalano una performance sublime, energia allo stato puro! Rimango a bocca aperta per circa 45 minuti, un pezzo di storia davanti ai miei occhi, un gruppo che mai avrei pensato nella mia vita di potermi gustare dal vivo. Niente da dire se non inchinarmi a sittanta grinta e bravura!
Ringraziamenti cordiali, saluti e il palco è invaso da fonici e addetti ai lavori.
Le palpitazioni iniziano a farsi sentire, l’atmosfera cambia, tutti fremono dalla voglia di veder spuntare i nostri eroi da dietro le quinte, me compresa, ovviamente!
Smontano la batteria, tolgono i tappeti dei Paradise Lost per stendere quelli himmici (chissà perchè ognuno ha i suoi, eh?!Beh,se vi è capitato anche solo di vedere un live degli HIM forse il mistero vi sarà svelato!), portano bottigliette di acqua e lattine di red bull, che aprono accuratamente, asciugamani, tolgono i pannelli davanti alla batteria di Gas e alla tastiera di Burton, dispongono le lampade che abbiamo pensato provenire dal sexy shop di papà Kari Valo, tanto erano, come dire?! Suggestive!
Scoprono l’immenso quadro della Venere che sovrasta il palco, maestosa e imperiosa, sistemano la scaletta per ciascun componente e poi si palesa una scena bellissima, godereccia direi: il tipo che si occupa del sound check per la batteria di Gasuccio inizia a pestare come un disgraziato per mezzo minuto finchè un altro tizio dall'altro lato del palco gli fa cenno di smettere portando la mano alla gola. Poveretto un talento bloccato sul nascere, voleva farci un concertino lui per caso!? Eh no eh! Gas è insostituibile!
Io, Marzia e Lo scoppiamo a ridere, perché abbiamo intuito che ci siamo, il momento bramato, desiderato, sognato e lungamente atteso è arrivato! Buio, poche luci, e . ..loro che finalmente rompono il silenzio quasi surreale che aleggiava fino a qualche istante prima all’interno del teatro, un silenzio che aspettava solo di poter esplodere.
E infatti, il pubblico non si fa attendere, squarcia prorompente l’atmosfera con urla e applausi, mentre uno dietro l’altro, gli Him si posizionano, prendono possesso dei propri strumenti e poi… Ville fa il suo ingresso. E' così che il sogno prende forma e, finalmente, fa breccia nei miei occhi, per poi raggiungere il cuore con fremito e ardore, incredula di essere finalmente una spettatrice in prima linea. Non credo di essere realmente lì, cioè so di esserci, ma provo una strana sensazione, come se ciò che stessi vivendo fosse una realizzazione vaga e non definita di ciò che desidero di più, come se stessi guardando un qualche live al computer.
Con mio sommo piacere, basta che Marzia mi scuota un attimo per capire che tutto è reale, le palpitazioni aumentano, il cuore comincia a battere all’impazzata, un grande sorriso trova spazio sulle mie labbra mentre i miei occhi si illuminano di gioia pura, di orgoglio in un certo senso. Orgoglio sì, perchè sono una fan consapevole del loro talento sopra ogni cosa, sopra ogni apparenza, conscia che la grande dote di Ville Valo non sia il suo bel faccino, ma la sua sensibilità di raffinato e delicato poeta, la cui arte viene messe in musica da un gruppo fondamentale di professionisti di alto livello, come lo sono Migè, Gas, Burton e Linde. Orgogliosa di avere la fortuna di poter assistere dal vivo al turbinio di emozioni che sono loro sono capaci di darmi. Dopo lo shock iniziale, dovuto alla scoperta strabiliante che loro esistano sul serio, e che non sono solo figuranti che compaiono nei video o nei live che tanto adoro guardare, il cuore riprende il proprio ritmo furente, inutile dire che l'emozione la fa da padrona e da regina sovrana.
Le canzoni corrono, l’una dietro l’altra, intervallate da piccoli siparietti, direi comici, che fanno assaporare quanti siano uniti e amici, fondamento che sta alla base del successo duraturo nel tempo di un gruppo.
La mia prima volta, indimenticabile, struggente, divertente, speciale, felice di essermi giocata questo jolly con il tour di Venus Doom, contenta di vedere un Ville Valo in ottima forma, un gruppo affiatato, capace di emozionarmi e di regalarmi sensazioni uniche.
Gas batte come un indemoniato sulla batteria, senza mai risparmiarsi, gioviale e maestoso; Linde si perde in giri assolutamente perfetti, continuando a passeggiare per il palco, quasi senza mai fermarsi, come se volesse disperdere magicamente le sue note in tutte le direzioni; Migè con le sue espressioni e smorfie fa sorridere e divertire, spalla ormai consolidata della comicità di Ville; Burton con la sua compostezza e raffinatezza dispendia dolci melodie; Ville, un uomo , un leader carismatico, una voce unica!

Insomma, il quintetto dà il meglio di sé, nessuno si risparmia, il pubblico si anima, canta e si diverte. Il mio cuore si perde tra le note e la voce di Ville, in un caos di gioia, inarrestabile e battente, non è il tempo di pensare a niente, solo a cantare, a declamare quelle poesie che ormai scorrono dentro di me, sono parte di me, mi appartengono.
Rido, sorrido, resto in piedi tutto il tempo, scambio battute e commenti con le mie compagne di avventura, ascolto, osservo, afferrò tutto ciò che mi arriva dal palco, lo faccio mio, tengo strette tutte le sensazioni che affiorano sulla mia pelle, mi agito, batto le mani…. ma, soprattutto canto, canto a squarciagola i versi che mi fanno impazzire, quei versi che ormai riconoscerei tra mille, quei versi che mi hanno fatto tanta compagnia, che mi hanno aiutato a capire tante cose di me.
E’ una sorta di musico-terapia live, la musica guarisce, risana e in questo momento non posso dire altro che di essere guarita da tutto! Ville sfoglia il libro che una fan gli ha lanciato durante l’assolo di Linde in Poison Girl, per poi leggerci qualche passaggio, scatenando il delirio e le risate!
Rilassato e tranquillo, canta come solo lui sa fare, offrendo al pubblico tutto ciò che ha, mostrandoci, in tutto il suo splendore, quel pizzico di serenità che pare aver riacciuffato e a noi non può fare altro che piacere! Niente a che vedere con il vecchio Mr Valo, ammiccante, provocatore, spudoratamente maledetto, disinibito e estroverso, oltre che sbronzo il più delle volte. E’ evidente a tutti, Mr Valo ha cambiato il suo modo di stare sul palco e il suo modo di porsi nei confronti del pubblico, occhi chiusi o sguardo basso, c’è chi non ha apprezzato, e chi, invece, non ne ha fatto una ragione di stato, felicissimo di godersi uno spettacolo splendido e indimenticabile. Rientro nella seconda categoria, di coloro che hanno pagato per vivere un sogno, per assistere alla loro esibizione, per ascoltare la sua voce passionale e perfetta, senza acciacchi, poco mi importa se non ha guardato il pubblico con occhi maliziosi, perché ha riso, sorriso e interagito con noi, divertendosi e facendoci divertire. Del resto, la vita da sobrio è tutta un’altra storia e sono contenta che abbia iniziato a scrivere una nuova pagina del suo libro!
Il concerto si avvia alla fine, siamo davvero alla conclusione, è la volta di The Funeral Of Hearts, accompagnata da giochi di luce che fanno venire i lucciconi agli occhi, in una sola parola, magica. Termina la canzone, Ville accenna un saluto e sparisce, la scena è tutta per Gas, Migè, Linde e Burton, che si sbizzarriscono in un tripudio di creatività, facendo salire alla stelle la voglia di ricominciare tutto dall’inizio, ma ahimè non si può riavvolgere la cassetta! Ultima rullata e stop, tutto è davvero finito, i ragazzi salutano e ringraziano, per poi sparire dietro le quinte! L’unico a restare sul palco è Gas che, come da copione, si esibisce nel lancio delle bacchette.
Il panico! Ne fa volare una in platea per poi alzare lo sguardo verso di noi, in galleria e in men che non si dica, ecco la bacchetta che volteggia felice nell’aria, già la vedo conficcata in fronte ad una di noi, ma il ragazzo accanto a Lo riesce ad afferrarla. Peccato, niente bacchetta gassosa per noi!
Il nostro batterista saluta calorosamente, ringrazia, fa il gesto di prostrarsi e con la mano alzata si avvia dietro le quinte, sorridente e dimagrito visibilmente. In una parola adorabile!
Il palco è ormai vuoto ma le luci non si riaccendono, c'è sotto qualcosa! Trattengo il respiro, chiudo gli occhi, li riapro e eccoli nuovamente di fronte a noi per un finale da brivido, da estasi pura con una It's all tears che sa proprio di ciliegina sulla torta, la nostra torta himmica! Io, Marzia e Lo incredule per questa sorpresa, rimaniamo a bocca aperta e in silenzio per tutta la canzone, gustandoci ogni singola nota, ogni singolo riff, ogni singola variazione vocale.
Saluti finali, stavolta per davvero, e le luci si riaccendono, irrompendo come fulmini nel buio del nostro sogno, un sogno che terrò per sempre nel cuore, perché tutto questo è passione, e la passione dà ed è il senso di tutto. L’unico appunto: dove era la mia Vampire Heart?
Le emozioni però non sono finite qui, perché grazie a Claudia che ha la fortuna di entrare nel backstage per conoscere i ragazzi, mi ritrovo magicamente il mio biglietto autografato da Migè e Burton , non posso chiedere di meglio! Le ultime chiacchiere fuori dal teatro, conosco anche Ilaria (al), le risate per un presunto inseguimento e arriva il momento dei saluti, ma è solo un arrivederci perché il giorno seguente ci incontreremo nuovamente e mi trasformerò in una guida (poco seria) della mia Firenze!
Tantissime le emozioni in questo 7 marzo 2008, tutte gelosamente custodite dentro di me, un concerto splendido e una compagnia meravigliosa, che si riunirà sicuramente in occasione dei prossimi concerti himmici.

di lovehim - Giada

 

Clicca qui per visualizzare la Gallery completa del concerto al Saschall di Firenze!

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