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Firenze 2008: la mia esperienza

La mia esperienza

 

Non mi aspettavo di andarci, questo è certo. In quello stesso periodo avrei dovuto essere in Belgio per un viaggio studio, quindi, neanche lontanamente mi ero fatta sfiorare dall’idea di vedere il Valo e soci all’opera a qualche chilometro da casa mia. Invece, il destino, il caso, la provvidenza, fate un po’ voi, ha deciso il contrario. Ricordo ancora l’emozione, a meno di un mese dal concerto, dell'acquisto del biglietto per poi mandare un sms a Marzia, scrivendole ‘Ci sonooooooooo’!!! Faccio un salto temporale, ed eccomi al 7 marzo. Treno, incontro con Marzia e Claudia, albergo, autobus e, finalmente, il Sachall! Una coda di 50 persone davanti a noi e, in aggiunta, un cielo piangente. Ci mettiamo pazienti in coda ad aspettare (sono solo le 15 e l’apertura dei cancelli è fissata per le 19) e, dopo poco, veniamo raggiunte da Giadina. Sarà assurdo ma probabilmente l’amore Himmico unisce (o dovrei chiamarlo Love Metal?). Ci si sente amiche da una vita. E giù a ridere tutto il pomeriggio sotto l’acqua,in compagnia delle sigarette e della voce del Valo. Si sentono rumori di batteria e basso provenire dal Sachall e questo non fa che accrescere l’ansia e l’eccitazione. Apertura dei cancelli ed eccoci all’interno. C’è una bella fila concentrata sotto il palco e quindi, più saggiamente, io, Giada e Marzia decidiamo di spostarci in Galleria,lato sinistro, a getto sul palco. E ci è andata davvero comoda visto che avevamo anche le sedie e potevamo appoggiare cappotti, ombrelli e borse senza problemi. Visto che c’è ancora da attendere,vado a recuperare un po’ di gadgets: maglia, poster. Soddisfatta torno indietro notando quanto il Sachall sia ormai colmo di persone in attesa. Alle 20.15 suonano i Paradise Lost che spaccano letteralmente! Appoggiata alla ringhiera, avrò fatto head-banging per mezzora di fila. Verso le 21.10 è il turno, finalmente, tra la follia generale, degli Him con Passion’s Killing Floor. Ed ecco che il Sachall inizia a cantare sul Valo. Gli Him sul palco sono fantastici, hanno davvero un’ottima presenza scenica e un grande affiatamento tra di loro. Si vede che gli piace il loro lavoro che è fatto con grandissimo divertimento loro e quindi anche del pubblico. Ma a noi non basta. Non vorremmo che andassero via, vorremmo continuare ad ascoltarli ancora e ancora. E quindi,i baldi giovani sono ‘costretti’ a darci il bis con It’s all tears. Mi giro e vedo Marzia accasciarsi sulla poltrona, sussurrando “non ci credo!” a bocca aperta. Invece si, sta succedendo davvero. L’unico problema è che adesso è davvero la fine del concerto. Io sono soddisfatta e felice della bellissima esperienza che gli Him e le ragazze del forum hanno saputo regalarmi. Che dire se non un "ci vediamo al prossimo concerto?! Grazie a tutte!".

 

 

 

 

Recensione Tecnica

 

Penso che la mia unica fortuna in questo concerto,sia stata quella di essere su in Galleria. Consideriamo il Sachall : è un teatro con un pessimo sistema d’audio,soprattutto per concerti di genere rock. A questo deficit,aggiungete tanti ragazzi entusiasti di poter cantare assieme al loro idolo. Risultato?Chiunque fosse in platea,dopo la 2 fila,non avrà udito che l’eco della propria voce. A differenza di chi era su,lontano dal chiasso e abbastanza vicino alle casse di dispersione acustica,come me,che ha avuto la fortuna di poter ascoltare in maniera invidiabile sia la voce del Valo che gli effetti strumentali di basso,chitarra,tastiere e batteria. Ma parliamo del concerto,ora. La mia posizione dall’alto era l’ideale perché permetteva di notare ogni minimo movimento sul palco. Ville che manda a quel paese Burton o che prende a calci Migè. Oppure,quando si è seduto a leggere tranquillo durante l’intermezzo musicale di Poison Girl. Gli Him attaccano per le 21.15 con Passion’s Killing Floor, tratta dal loro nuovo album ‘Venus Doom’ e singolo portante del film ‘Transformers’( utilizzando le parole del Valo :”puro escamotage promozionale”). Subito si nota come i ragazzi siano ben affiatati tra di loro,merito di anni di concerti live e assolutamente magnetici per il pubblico. Gli Him suonano che è una meraviglia,perfettamente consapevoli delle loro capacità tecniche. Più di una volta,infatti,ci hanno sorpreso con potenti riff di chitarra,merito di Linde, e malinconici fraseggi di tastiere,opera di Burton (si pensi all’evoluzione dell’intro di The Sacrament). Un peccato la quasi assoluta staticità del Valo,che non si muove mai se non per prendere dell’acqua o delle sigarette. Ora, a versi,mi sembrava persino seccato da tanto casino. O forse,era solo stanco. Comunque,l’intrattenitore della serata non è stato certo lui,quanto più il batterista Gas,che si merita l’aggettivo ‘fantastico’. Si vede che adora il pubblico e prende da lui le energie;e Migè,il bassista, pallina vagante sul palco,colui che ha permesso gag e giochi col pubblico,spalla ideale per il Valo. E parliamo di lui,l’idolo di tante ragazzine un po’ goth e un po’ dark,il signore indiscusso dell’Heartagram,il principe delle tenebre,come lo ha soprannominato un magazine adolescenziale. Ovazione femminile quando ha deciso di levarsi la giacca e mostrare a tutti i suoi numerosi tatoos (ormai,ha più inchiostro che sangue nelle vene!). Come dicevo,m’è sembrato si atteggiasse un po’,ma ammetto che,con lo stress di un tour,non si può sempre essere brillanti e socievoli. Si è rilassato man mano e così,ha tirato fuori il meglio di sé( in fondo,lo sanno tutti che Ville è un’adorabile canaglia,diciamo così). Ha deciso di farci lezione di finlandese (o meglio, listening and repeating di parolacce finlandesi).Impagabile quando ha tentato di leggere in italiano una poesia di E. A. Poe tratta da un libro gettatogli sul palco da qualche fan delle prime file.Dolcissimo il suo faccino quando Migè l’ha preso un po’ in giro nel bel mezzo del live o quando ha fatto la risata iniziale di ‘Bleed Well’. Grande stupore,invece,per le sue condizioni vocali. Sono contraria alle sue urla di gola che non fanno che danneggiarlo,ma ,in generale,rispetto al 2005,si è molto ripreso. L’assenza di alcool e la riduzione di fumo hanno avuto ottimi effetti. Ha tenuto in maniera egregia i toni bassi (sua specialità) e un buon controllo sugli acuti. Ho percepito poche stecche e poche imperfezioni tecniche. E’ tangibile che dal 2006 si è proprio rimesso in sesto vocalmente. Cosa che è tutto un merito per la voce che si ritrova,sensuale e dolce,adatta ai versi romantici dei suoi testi. L’ho trovato particolarmente emozionante su The Funeral of Hearts, di cui ci è stata suonata una versione quasi acustica quanto ‘erotico’ su It’s all tears. Per quel che riguarda la scaletta,sono ormai anni che gli Him non variano e tendono a ripetere i singoli dei loro album. Possiamo quasi dire che per poche variazioni,hanno una scaletta alquanto consolidata sui classici come Join me in Death, Your sweet 666, Right here in my arms. Per carità,non che mi dispiaccia ascoltarli,solo,gli Him sottovalutano l’effetto che farebbe riascoltare altri vecchi pezzi come ‘in Joy and Sorrow’ o ‘Heartache every moment’. Mi è dispiaciuto anche non poter riascoltare ‘Vampire Heart’ e ‘under the Rose’. I nostri hanno,comunque,ripescato in tutti gli album da loro finora prodotti,passando da ‘ Buried alive by Love’ a ‘Wicked Game’ a ‘The kiss of Dawn’. Grande inchino per i nuovi pezzi. Sembra che suonino ‘Sleepwalking past hope’ da anni e non da mesi ed è innegabile il fascino incantatore che questa canzone provoca sul pubblico. Sempre attuale la cover di ‘Wicked Game’,versione remix 666, e i ritornelli di Join me e RHIMA.

Voto finale: 9.

 

di NightGaleQueen - Loanna

 

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