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Firenze 2008: avventura Himmica

Avventura Himmica

 

6 ottobre 2007 Non ci credo. Guardo e riguardo il biglietto che ho in mano: c’è davvero scritto HIM, il nome della mia band preferita, e c’ è sopra una data, 7 marzo 2008 e un luogo: Saschall, Firenze. Li ascolto da tempo immemorabile e per la prima volta ho deciso che andrò ad un loro concerto. Non sto più nella pelle.
7 marzo 2008
La sveglia suona prestissimo e alle 7 siamo già in macchina di Simona, destinazione Firenze. Il viaggio passa in un lampo, cantando a squarciagola tutte le nostre canzoni preferite.
Ed eccoci al Saschall: un attimo di delusione quando vediamo che c’è già la fila davanti ai cancelli. Ma non ci perdiamo d’animo: tra poche ore i magnifici cinque saranno davanti a noi, e noi non aspettiamo altro.
Il tempo sembra non passare mai, in fila. Fa freddo, ogni tanto cade qualche goccia di pioggia, ma nessuna di noi si muove.
Tra una chiacchiera e l’altra è quasi il tramonto e i cancelli stanno per aprire. E finalmente aprono: sono le 18:30 e non sembra vero di essere al calduccio, dopo nove ore di attesa. Siamo riuscite a conquistare la quarta fila e siamo già schiacciate come sardine davanti all’asta del microfono. Alle 20 salgono sul palco i Paradise Lost e alla loro penultima canzone, sto per cedere: la stanchezza delle 9 ore al freddo e gli spintoni che arrivano da ogni lato mi hanno quasi convinto ad andare a sedermi sugli spalti, ma decido di aspettare che gli HIM salgano sul palco, per poterli vedere anche solo un secondo da vicino.
Ed eccoli, finalmente: partono le prime note di Passion’s Killing Floor e la prima cosa che vedo sul palco è un cappello viola. Di colpo la stanchezza si annulla, sostituita da una felicità assoluta, dalla consapevolezza di non voler essere in altro posto se non quello. Possono anche sballottarmi da una parte all’altra ora.... non mi accorgerei di nulla!!
L’inizio del concerto è travolgente: dopo Passion’s Killing Floor, ecco che si susseguono Right here in my arms, Rip Out the Wings of a Butterfly e Buried Alive by Love. Il pubblico accompagna la voce di Ville in ogni momento, e lui non smette per un attimo di regalare sorrisi. Ed eccola, finalmente: la ‘mia’ canzone, quella che mi ha stregato dal primo momento: The Sacrament. La voce di Ville è vellutata, calda, ipnotica...sono coccole per le orecchie.
L’atmosfera è splendida, sia in platea che sul palco, dove i ragazzi scherzano e ridono tra loro: Ville dà anche un calcio a Migè, che prima lo guarda male poi scoppia a ridere.
Altro momento indimenticabile è stato quando Ville ha cominciato a leggere una poesia di Poe in italiano, pronunciando perfettamente ogni singola parola. Il concerto va avanti con vecchie e nuove canzoni: Your sweet 666, Join me, la splendida Sleepwalking Past Hope. Quando partono le prime note di The Funeral of Hearts, l’atmosfera si fa magica. Le luci accarezzano il viso di Ville mentre intona una delle canzoni più belle che siano mai state scritte.
I ragazzi spariscono nel backstage, ma la platea continua a gridare i loro nomi, ad incitarli a tornare. E dopo poco, ecco apparire Gas, che si esibisce in un assolo di batteria bello da togliere il fiato. E uno ad uno, ecco gli altri. Ville è l’ultimo a tornare sul palco, per regalarci altri 5 minuti indimenticabili con It’s all tears.
Si riaccendono le luci e il concerto è finito davvero, stavolta. E noi siamo tutte lì, distrutte ma con lo sguardo luminoso e il sorriso stampato: Francesca, Pam, Lally, Vale e Simo...le mie compagne d’avventure himmiche, le persone che da quel momento in poi diventeranno fondamentali nella mia vita. Ed è anche e soprattutto per questo che ringrazio gli HIM: perché senza di loro non sarebbero nate delle amicizie stupende!

 

di Sweetie_616 - Alessia

 

Clicca qui per visualizzare la Gallery completa del concerto al Saschall di Firenze!

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