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Gurten festival 2008: Un concerto impossibile da dimenticare…

Un concerto impossibile da dimenticare…

 


Setlist Gurten Festival, Berna, Svizzera 18 Luglio 2008
Passion's killing floor
Right here in my arms
Wings of a butterfly
Wicked game
The kiss of dawn
Buried alive by love


Poison girl
Soul on fire
It's all tears
Sleepwalking past hope
Join me in death
Killing loneliness
Rebel yel



Quando il 17 luglio 2008 sono partita da Roma con tre amiche (più due da recuperare alla stazione di Milano Centrale) con destinazione Berna (o meglio: Gurten Festival) non mi sarei mai immaginata che quello si sarebbe rivelato il più bel concerto della mia vita (almeno per ora). Purtroppo dubito di riuscire a spigare bene a parole, cosa per me rappresenta questo concerto ma ci posso sempre provare…
Arriviamo a Berna alle quattro di pomeriggio dopo circa dodici ore di treno, alla stazione ci divididiamo, chi va in hotel e chi va a montare la tenda. Alle 16.30 ci ritroviamo tutte ai cancelli, dopo aver cambiato il biglietto con un braccialetto rosa che quel momento in poi rimarrà incollato ai nostri polsi per diversi mesi.All’entrata le nostre speranza di riuscire ad essere tra le prime file sono pressoché inesistenti, gli HIM suonano alle 21.15, mancano si e no quattro ore. Che speranze abbiamo, noi? Con il cuore in gola entriamo, ci avviciniamo al palco e… non crediamo ai nostri occhi: la transenna è libera, solo pochi sono in piedi, la maggior parte della gente è comodamente seduta a terra a rilassarsi!! Ci diciamo che probabilmente quello non è il palco principale… ci deve essere assolutamente uno sbaglio! Senza aspettare altro intanto prendiamo posto mentre due dei noi vanno a chiedere se quello è veramente il palco degli HIM. La security ce lo conferma: suoneranno veramente lì. Non vi sto a ripetere i salti di gioia. Una volta preso posto non resta altro che aspettare.
Arriva il turno di Nutini e il palco inizia ad affollarsi. Se volete sapere com’è stata la sua performance beh io non sono la persona adatta per dirvelo, vi basti sapere che ho passato il tempo a fissare le casse degli strumenti su cui troneggiava una bellissima scritta alias HIM e a sovrapporre a Nutini l’immagine del Valo nel video di In Joy and Sorrow (e ho detto tutto!).
Nutini se ne va (con mio grande piacere), i roadies iniziano a preparare il palco, l’heartagram viene issato accolto dal nostro applauso, stessa sorte tocca alla batteria e al resto degli strumenti della band. Al microfono viola (ribattezzato: sommo microfono) del Valo oltre agli applausi toccano anche le foto.
Alle 21.00 minuto più, minuto meno serriamo i ranghi della prima fila nell’eventualità che qualcuno tenti di infilarsi ma ecco un'altra sorpresa: nessuno ci prova! Anzi il pubblico è calmissimo, nessuna spinta, spazio e libertà di movimento per tutti (cosa che rende questo concerto anche uno dei più “comodi” e tranquilli fatti fino ad ora).
Scoccano le 21.15, il fumo inizia a diffondersi sul palco insieme alle prime note del Blood Theme, l’adrenalina sale, il battito del cuore accelera… la band entra sul palco, parte l’ormai usuale Passion’s killing floor, Ville prende il suo posto al microfono, le luci si accendono e per una frazione di secondo gli illumina gli occhi, facendoci godere per un attimo - ma abbastanza lungo da provocare un arresto cardiocircolatorio - del loro splendido colore.
La prima canzone termina, inizia Right here in my arms e il pubblico non perde occasione per cantare, Ville (positivamente sorpreso) fa segno di abbassare la musica e sorridendo lascia cantare “She’ll be right here in these arms, so in love…”.
Si continua con Wings of a butterfly, Buried alive by love e Wicked game, dove Ville si divide tra occhi chiusi e occhiatine al pubblico. Avanti con The kiss of dawn e Join me in death introdotta scherzosamente da un “Siamo masochisti e continuiamo a suonarla…” (o qualcosa di simile, non ricordo alla perfezione). Arriva il turno di Sleepwalking past hope con l’usuale capatina al bagno del Valo, i minuti passano e non torna , gli altri si guardano, tra loro, confusi. Alla fine Ville ritorna e si scusa per l’attesa ma “I bagni erano su marte”. Inizia Poison girl, “I did it all just for her” e io e la mia vicina - tra meraviglia, stupore ed incredulità - ci ritroviamo il suo sguardo fisso proprio su di noi ( o sul punto dove eravamo, come preferite).
Non so chi disse che Ville vede solo dalla quinta o sesta fila in poi, beh io e le mie amiche siamo la prova vivente del contrario anche perché proprio durante Poison girl una di noi stava scattando una foto al Valo e gli ha fatto cenno di scattare (imitando il gesto del “click”). Chiusa parentesi.
Dopo Poison girl, tocca a una delle mie canzoni preferite di Dark Light ovvero Killing loneliness. Soul on fire ed il pubblico si scatena, questa volta oltre a uno sguardo ci vediamo rivolgere perfino un sorriso carinissimo (perché le mie pupille siano ancora al loro posto è un mistero).
Si continua con Bleed well e It’s all tears (Drown in this love). Su quest’ultima canzone, beh…mettiamola così: Il Valo non può guardare te e la tua vicina e intanto cantare “Open your arms and drown in this love”.
A questo punto vi devo dire che - proprio durante questa canzone - ho tentato si scattare una fotografia. Ecco, mentre sto cercando di far funzionare la messa a fuoco e convincere la macchina a scattare non solo vedo che sta di nuovo guardando dalla nostra parte, con gli occhi che per poco non scappano via me lo vedo fare un cenno con la mano (come per dire: scatta la foto. Si non pretendere troppo da me, Valo). Provo a scattare, niente per quanto io mi accanisca sul tasto, non c’è verso!! Senza pensarci la sbatto poco delicatamente sulla transenna (nella speranza che le maniere forti la resuscitin, vana speranza!). Rialzo lo sguardo e mi accorgo che sta ancora guardando dalla nostra parte (quindi ha visto tutta la scena con la macchinetta, praticamente) con l’espressione di chi sta facendo un bello sforzo per non scoppiare a ridere. (E te credo una tipa con la faccia ebete che cerca di uccidere la sua camera davanti ai tuoi occhi non è di certo cosa di tutti i giorni).
A questo proposito riporto il “dialogo” avvenuto durante la sopracitata canzone.

Io sono lì che mi chiedo, piuttosto confusa “Ma mi sta guardando?” In risposta il Valo fa un gesto con la mano.
Bocca aperta - Ma…
- A--ah
- Ah!!!

Molto loquace vero? (Il bello è che ci siamo capite benissimo!!) Una traduzione potrebbe essere:

- Ma ha fatto davvero quello che ha fatto? O ho le allucinazioni?
- Si, si ha fatto quello che hai visto, l’ho visto anche io
- OH MIO DIO

Torniamo al concerto.

Ormai è agli sgoccioli…mancano solo due canzoni.
La penultima è The funeral of hearts, qui devo premettere che venero così tanto questa canzone che la prima volta che l’ho sentita live stavo per trasformarmi in una mousse umana. Linde con la sua chitarra segna l’inizio della canzone, “Love’s the funeral of hearts” attacca Ville con gli occhi fissi in un certo punto della prima fila (e vi lascio supporre quale). Qui le due tizie che sta fissando - oltre ad avere un sorriso da paralisi facciale - prendono a darsi delle gomitate per dire “Ma sta guardando noi!!Di nuovo!” e più lo fanno più un certo cantante sorride (dal suo punto di vista deve essere stata una scena davvero comica).
La canzone prosegue e fortunatamente (per la nostra salute si intende) chiude gli occhi ma ecco che alla strofa “The heretic seal beyond devine” torna a guardarci e questa volta dritto negli occhi.
Come posso dirlo con questa sicurezza? Beh perché più che accorgermene con i miei stessi occhi…l’ho “sentito”. In quell’esatto momento, infatti, mi si è stretto lo stomaco, non riuscivo più a respirare e le gambe hanno preso a tremarmi. Prendetemi per folle ma questo è esattamente quello che è successo, e quello che ho provato.
A un certo punto mi sono pure ritrovata a pensare “Ti prego guarda altrove..non ce la faccio”.
Arriva il momento di cantare: “Love’s the funeral of hearts” e chissà come le mie labbra si muovono ma ormai è entrato in funzione il pilota automatico, il resto di me è completamente andato altrove. Si arriva al finale con quell’angelico (e demoniaco per effetto) “bloom” finale che uccide quel poco sopravvissuto a sguardi, sorrisini ecc.
Rebel yell segna la fine del concerto ma sono troppo “distrutta” per godermela a pieno o per scatenarmi sul “More,more,more” . Di nuovo, canto senza rendermene conto; dai video fatti poi noteremo che anche qui stava sorridendo in nostra direzione ma meglio non averlo notato sul momento (qui ormai era entrato in gioco il vero e proprio istinto di sopravvivenza).
Anche questa canzone giunge al termine, Ville ringrazia, saluta e lascia il palco. Il resto della band ci intrattiene con un pezzo strumentale tratto da Venus Doom poi anche loro scompaiono dietro le quinte.
Non so come - perché siamo nello stato di uno zombie - ci togliamo di mezzo lasciando il posto a chi è lì per seguire la band successiva, per poi trovare un posto tranquillo dove accasciarci a terra e riprenderci. (Almeno in parte visto che da un concerto così è difficile riprendersi interamente).

Da quel concerto sono passati quasi sette mesi ma i ricordi sono ancora qui , alcuni vanghi e sbiaditi, altri vividi come non mai. Credetemi quando vi dico che non dimenticherò mai e poi mai quella sera (ne’ quella sera, ne’ quei due giorni passati con le mie amiche, poter condividere tutto ciò con loro ha reso tutto ancora più magnifico).
E ora…
“Mi ha guardato” magari può sembrare stupido ma non è così, molte cose si nascondono dietro una frase semplice come questa. Ho raccontato quello che ho raccontato (con il rischio di suonare “matta”) non tanto per vantarmi - lungi da me - ma per cercare di spiegare cosa ho provato.
Ovviamente non è che ora io mi metta a pretendere chissà cosa ma ricevere uno sguardo, addirittura un sorriso, beh ho già ricevuto molto di più di quanto avessi immaginato e/o sperato. E’ stata una emozione unica, indescrivibile, che ha reso un concerto fantastico di per se ancora più memorabile, le cui sensazioni rimarranno sempre impresse in me perché ancora oggi se ci ripenso, se chiudo gli occhi e mi concedo di tornare indietro, le emozioni sono ancora lì vecchie ma nuove, non ho dimenticato cosa ho provato.
Per una volta mi sono vista rivolgere un sorriso e guardare negli occhi da quella persona che da tre anni e poco più ammiro profondamente e la cui musica è tutto per me. Per una volta non ero solo io a guardare, per una volta lo sguardo mi è stato restituito. Ho provato sensazioni che avevo pensato relegati alla mera fiction. Sinceramente non avrei mai immaginato possibile che un solo sguardo, fisso nel tuo, fosse in grado di chiuderti lo stomaco, fatti smettere di respirare e farti tremare le gambe.
Ci fosse una replica di quello che è successo a questo concerto ne sarei felice ma di certo non è essenziale . Quando Ville mette e anima e corpo mentre canta, beh, riesce comunque a far tremare dall’emozione ogni singola cellula del tuo corpo, che lo faccia ad occhi chiusi o aperti è un particolare minore. Se poi, nel mezzo di una canzone, gli esce un sorriso o uno sguardo al pubblico, allora renderà tutto ancora più speciale ma l’assenza di ciò non cambierà di certo il fatto che la sua voce riesce a farti rabbrividire con un solo sussurro, la musica a rapirti dalla prima flebile nota... non cambierà, di certo, il fatto che anche un solo secondo di una canzone degli HIM è in grado di rubarti il cuore per sempre.


di InfernalOffering - Laura

 

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