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Day Eleven: Alternative Rock From Finland

 

Intervista curata da lovehim [Giada] per il The Heartagram Path

Ringrazio i Day Eleven per la loro disponibilità e gentilezza.

Photography: Rami Yli-Pukka & Mikko Haiko


THP: La vostra storia nasce quasi 16 anni fa. Per chi ancora non vi conosce, come si sono formati i Day Eleven, quali sono le vostre influenze musicali e quale definizione associate al vostro stile?

JANNE: Non eravamo nient’altro che un gruppo di ragazzi che volevano fare casino e uscire assieme. Amavamo i Black Sabbath, i Nirvana e i Guns N’ Roses e pensavamo che sarebbe stato bello fare qualcosa di simile. Sai, non volevamo copiare queste band ma suonare qualcosa che avesse un ampia varietà di influenze, che venisse direttamente dal cuore e che non avesse limiti. 16 anni dopo, la pensiamo esattamente allo stesso modo, anche se abbiamo iniziato a prendere tutto più seriamente all’incirca attorno al 2003. Abbiamo avuto a che fare con tantissimi generi differenti, dal punk al metal al pop, ma credo che tutto possa essere catalogato come “rock alternativo”.

THP: Nel 2004, in seguito al contratto discografico con l’etichetta Finlandese indipendente, BGfam Records, avete trovato il nome definitivo per la band. A che cosa è riconducibile? Quale è il suo significato?


JANNE: Day Eleven – “l’undicesima ora” – l’ultimo minuto… ora o mai.

THP: Per conoscervi un po’ meglio, vorresti dirci due parole su ciascuno dei membri della band?

JANNE: C'è Luca alla batteria, picchia più forte di chiunque altro abbia mai sentito. Ama i Mötley Crüe e le moto. Kimmo suona il basso, è in bilico tra il bere troppa birra e il fare troppo sport, ed è lui che ci sprona a restare il più concentrati possibile. Olli è il chitarrista stravagante con un atteggiamento di grande amore per la vita mescolato ad una inspiegabile tendenza a seminare zizzania, devastarsi e ogni tanto creare caos dovunque. E come cantante e chitarrista, direi che io sono il creativo boss nazista di questo gruppo, non scrivo tutto io, ma tutto passa da me in un modo o nell’altro, completo i testi o finalizzo le canzoni o qualsiasi altra cosa. Matti ha suonato la chitarra nel gruppo per un buon numero di anni, ma ora è occupato in altre cose, quindi siamo un quartetto in questo momento ... e finora è stato grande.

THP: Nel 2005 avete pubblicato il vostro primo album, Almost Over Everything, al quale avete lavorato per circa un anno, anticipato nell’ottobre del 2004 dall’uscita del primo singolo, Lost My Love. Quanto è difficile auto-produrre un album?

JANNE: Hai tante cose diverse da prendere in considerazione e spesso perdi tempo e cervello. Non c'è tempo libero e devi prendere ogni minima decisione, non c'è nessuno da incolpare per le cazzate fatte, mentre quando si lavora con un produttore c'è sempre l'opzione di lusso di gettare le mani in aria e dire "fanculo, tu ti occupi di questo, decidi tu ...".

THP: Il 2007 è l’anno di Sleepwalkers, prodotto da Jens Bogren (Opeth, Paradise Lost). E’ un disco graffiante, avvolgente e coinvolgente, che arriva diretto all’ascoltatore, al quale non resta far altro che lasciarsi trasportare dal ritmo battente e potente. Cosa rappresenta per la vostra carriera questo disco?

JANNE: E 'stato un grande passo avanti per noi, nel senso che, quando abbiamo iniziato a fare l'album, eravamo una vera band con qualche esperienza reale sia di concerti live che di lavoro in studio. Il che significa che per Sleepwalkers avevamo una idea piuttosto chiara di come volevamo che suonasse prima di entrare in studio di registrazione. (Più come 5 persone che suonano nella stessa stanza nello stesso momento invece che infinite sovraincisioni e mesi e mesi di indecisione con i mix e roba del genere come abbiamo fatto per il nostro album di debutto). E avevamo le risorse per farlo con le persone giuste. Rispetto al primo album, abbiamo trascorso dei bei momenti in studio, e molte delle canzoni per me suonano ancora fresche ed emozionanti come lo erano quando le abbiamo scritte 5 anni fa.

THP: Matador, il terzo album uscito a gennaio del 2010, è ancora una volta un disco auto-prodotto in uno studio a Suodenniemi, mixato e masterizzato poi da Forrester Savell (Karnivool, Helmet). E’ un insieme di canzoni variegate, di idee diverse, facilmente accessibili. Quanto tempo avete impiegato nella realizzazione dell’album?

JANNE: Prima di tutto, abbiamo speso qualcosa come 18 mesi (a partire dall'inizio del 2008) scrivendo e preparando i demo delle canzoni in un paio di sessioni. Dopo aver deciso quali fossero le cose essenziali rispetto al resto (avevamo probabilmente 30 canzoni tra cui scegliere, ma è stato piuttosto facile scegliere quelle che volevamo), ci sono volute circa sei settimane per registrare tutto, che per noi è abbastanza veloce, soprattutto considerando che abbiamo registrato tutto da soli.

THP: Il calendario dei vostri concerti passati conta moltissime date live. E’ indubbiamente un punto di forza perché vi ha permesso di acquistare quella sicurezza sul palco che è fondamentale per un gruppo. E’ sempre un’emozione diversa, oppure ormai ci avete fatto l’abitudine?

JANNE: A volte capita che non senti il nervosismo pre-concerto, ma in realtà non è un buon segno, c’è qualcosa che non va se non ti senti un po’ emozionato. Ma sì, ogni concerto è importante. Naturalmente, più grande è meglio, ma abbiamo fatto alcuni dei nostri migliori concerti di fronte ad una manciata di persone. Se non riesci a dare il meglio in occasioni del genere, certo non sarai in grado di suonare di fronte ad una platea più grande quando arriverà il momento.

THP: Siete stati protagonisti di diversi live acustici. Cosa è che fa la differenza tra questo tipo di esibizione e quella usuale? Quale è quella che preferite?

JANNE: Mi piacciono i concerti acustici per la loro “musicalità”, se capisci ciò che voglio dire. E’ molto meno legato alla forma, è più facile improvvisare e farti trasportare dalle canzoni. Penso che aggiungeremo più elementi acustici ai nostri concerti “normali” in futuro, per lo meno le nuove canzoni che abbiamo scritto contengono chitarre acustiche e sono piuttosto dinamiche.

THP: L’aneddoto più divertente di un backstage?

JANNE: Avviso chiunque sia interessato in questo genere di cose, di visitare il journal/ blog/ diario della band che stiamo scrivendo ormai da 5 anni sul nostro MySpace. C’è tutto lì, i bei momenti e i brutti.

THP: Quale è stato il concerto più importante, fino ad ora, per la vostra carriera e quale quello che vi ha dato maggiore soddisfazione?

JANNE: Una delle migliori esperienze, fatte fino ad ora, è stato il tour tedesco di tre anni fa, in cui eravamo il gruppo di supporto per i nostri amici finlandesi Negative. Il pubblico era meraviglioso ogni notte, ma c’è stato questo concerto nella città di Glauchau davvero esplosivo, non ci sono parole per descriverlo. Folle. Dopo una serie di begli spettacoli, dopo quello, pensavamo tutti 'Che cazzo è successo?!'.

THP: La Finlandia è una terra che offre scenari incantati e suggestivi, avvolti da un alone di malinconia e fascino. In che modo le vostre radici si riflettono sulla vostra musica?

JANNE: Non lo so. La maggior parte delle nostre influenze musicali provengono dal Regno Unito e Stati Uniti.

THP: Cosa pensate del panorama musicale internazionale di oggi?

JANNE: Non ho idea di quello che sta succedendo, sai, musicalmente, nella "scena musicale internazionale". La maggior parte di essa mi sembra piuttosto strana (tutti i "rockers" in particolare), ma questo perché la maggior parte delle cose sono già state fatte. Tra gli anni ’60 e ’90 sono uscite così tante belle cose che la tranquillità di oggi non è un problema così grosso. Beh, ora che ci penso, il metal estremo sembra ancora trovare nuovo terreno da coprire, roba come l'ultimo disco dei Behemoth, che penso non sarebbe potuto uscire tipo dieci anni fa… il loro genere di musica si è evoluto in quello che è al momento, mentre la maggior parte della merda che si ascolta in questi tempi è stato come diluito dalle idee originali, sai?

THP: I social network, oggigiorno, sono un ottimo modo per diffondere la propria musica e ampliare il proprio fan base. Sulla vostra pagina MySpace, possiamo trovare un blog sempre aggiornato, nel quale raccogliete tutti i resoconti dei vostri concerti, con foto e video, news riguardanti la band o gli album in lavorazione. Rendere i fan partecipi del vostro lavoro, rappresenta una sorta di contatto diretto con coloro che vi seguono, per permettere loro di conoscervi e di saperne di più. Quanto è importante questo tipo di rapporto?

JANNE: Meritano la nostra attenzione, se noi meritiamo la loro.

THP: Il 25 Giugno del 2007 avete partecipato al Midsummer Festival a Roma. Come è stata questa esperienza? Eravate già stati in Italia prima di allora?
[Line up: Korpiklaani (FIN), Turisas (FI), Elvenking (ITA), Bloodpit (FIN), Day Eleven (FIN), The Cyan Velvet Project (FIN), Kingcrow (ITA)].

JANNE: Un caldo infernale, più di 40 C gradi all'ombra. E 'stato un bel viaggio, anche se il concerto in sé non era niente di speciale in realtà. Visita il nostro blog per saperne di più.

THP: Quale sono i vostri prossimi programmi? Avete intenzione di tornare a suonare in Italia?

JANNE: Sarebbe carino. Siamo disponibili se qualcuno ci vuole ... Basta farci salire sull'aereo e noi suoniamo ovunque.

THP: Avete già nuove idee per il prossimo album sulle quali state lavorando?

JANNE: Assolutamente. Abbiamo registrato dei demo con le nostre nuove idee in queste ultime due settimane. Abbiamo già un sacco di nuove idee e canzoni, ma la cosa importante è trovare quelle più brillanti e mandare a fanculo il resto. Abbiamo molte cose diverse, come sempre, e abbiamo seriamente pensato che potremmo fare due versioni diverse, la prossima volta – qualcosa di dolce e qualcosa di più devastato. Due EP, chi cazzo lo sa?

Botta e Risposta

La canzone dei Day Eleven preferita
JANNE: Delle nostre canzoni, probabilmente Dissonance Fading. E 'sempre una gioia suonarla dal vivo, probabilmente perché molto spesso è l'ultima canzone del set ... quindi c'è un senso di sollievo sia nel testo sia nel senso effettivo... La miglior canzone al mondo potrebbe essere Waterloo Sunset di The Kinks ... o SC Drunx di South Central Riot Squad.

La canzone che ti rappresenta
JANNE: Matador. Un casino piacevole. Un aggancio carino, un finale rumoroso.

La canzone che avresti voluto scrivere
JANNE: Tutto ciò che mi avrebbe potuto concedere una sicurezza finanziaria per il resto della mia vita…. Barbie Girl degli Aqua.

Il gruppo col quale vi piacerebbe collaborare
JANNE: Miss Monster Truck. Se avessimo qualche soldo in più si potremmo pubblicare il loro album sotto la nostra etichetta nel caso in cui il resto del mondo ancora si rifiutasse di comprendere la loro grandezza.

La nazione che vorreste conquistare
JANNE:
Ci piacerebbe conquistare il Vaticano.

I fans più appassionati
JANNE:
Un po’ strani penso ...

Sogno nel cassetto
JANNE:
Credi che lo rivelerei qui?

THP: In conclusione, domanda di rito, essendo il nostro un sito dedicato ai vostri connazionali HIM, gruppo che ci ha fatto entrare nel mondo della musica finlandese. Cosa pensate della loro musica?

JANNE: Erano veramente appassionanti quando sono apparsi sulla scena nel ’96- ’97. Abbiamo visto alcuni dei loro primissimi concerti nel ’97 e mi ricordo che pensavo fossero assolutamente una delle band Finlandesi più fighe a quel tempo perché avevano queste sonorità tipiche dei Black Sabbath - Danzig – Type O’ Negative, e io ero un fan di quelle band. Il loro primo album è stato abbastanza sconvolgente quando è uscito, Razorblade era bello e penso che anche il nuovo non sia niente male…

THP: Complimenti ancora per il vostro lavoro, speriamo vivamente di potervi vedere in tour in Italia il più presto possibile.
Grazie del vostro tempo e in bocca al lupo per la vostra carriera!


JANNE: Grazie. Faremo del nostro meglio per pubblicare qualcosa di nuovo il prossimo anno e suonare anche al di fuori della Finlandia!

Commenti   

#2 lovehim 2011-01-08 23:10
Siiiii! Semplicemente li amo! xD Mi danno una carica pazzesca! Bravi, bravi e bravi!
#1 Poisoned_Tear 2011-01-08 17:08
Cariiiiiiiiiini loro **

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