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Deep Shadows And Brilliant Highlights

Recensione di Deep Shadows And Brilliant Highlights – A cura di Heretic Seal e Poisoned_Tear


Deep Shadows And Brilliant Highlights è stato pubblicato nel Marzo 2002, prodotto da Kevin Shirley. E' il terzo album sfornato dagli HIM che segna un piccolo ma sostanziale cambiamento di rotta per la band finlandese.
I toni accattivanti e a tratti strazianti di Razorblade Romance lasciano il posto alle soffici atmosfere intimiste di Deep Shadows. E' l'album ideale, quando hai avuto una giornata pesante, e hai bisogno di rilassarti. Allora devi solo aprire la mente e ascoltare. Tutto qui.


Salt In Our Wounds – è una traccia dall'intro strana, orientaleggiante. Lentamente ti introduce all'album con il suo testo mistico: l'amore è pazzo, è la tomba dei cuori, il sale sulle ferite. Tutto questo, si contrappone a un ritmo allegro, ottimista.

Heartache Every Moment - è la traccia che personalmente preferisco (n.d. In Venere Veritas). Ha un andamento molto accattivante, e la formula “from lashes to ashes, from lust to dust” ispirata dall'Antico Testamento, è semplicemente geniale, racchiude forse tutto il senso di Deep Shadows.

Lose You Tonight – comincia con un riff di chitarra soffocato, come anche la voce di Ville supportata da quelle, probabilmente, di Burton e Migè in sottofondo. La traccia risulta scorrevole, forse troppo, tanto che non ti accorgi sia finita dopo un po'.

In Joy And Sorrow - La traccia più conosciuta di Deep Shadows, probabilmente. Il testo è semplice e romantico. E' la dichiarazione che tutti vorremmo sentire una volta o l'altra. La canzone si apre con un delicato giro di chitarra accompagnato dalla voce di Ville che ottiene una tonalità estremamente calda e roca. L’inizio del ritornello “In joy and sorrow, my home is in your arms” – chi non vorrebbe sentirselo dire – è scandito da una crescita del ritmo e il coro che si forma sotto a Ville per poi rallentare e lasciare spazio al verso seguente, si continua allo stesso modo per il secondo ritornello e infine una brusca fermata durante l’intermezzo arricchito da un coretto e una voce che sussurra qualcosa.

Pretending – il brano forse più rock e potente di tutto il disco. Sicuramente il mio preferito (n.d.Heretic Seal). Il brano è aperto, scorrevole e coinvolgente. Le liriche hanno una cifra stilistica molto interessante, quasi più coinvolgente della musica stessa.

Close To The Flame - classica ballata che riprende un po’ le atmosfere di Gone With The Sin, la struttura è tenuta insieme da precisi giri di basso accompagnati dalla chitarra acustica che creano un tappeto leggero su cui l’ascoltatore si può adagiare.

Please Don’t Let It Go - la melodia si fonde con la voce di Ville dando vita ad uno scenario romantico in cui si canta la voglia di continuare ad amare

Beautiful – questo brano è forse il meno riuscito dell’album a mio parere (n.d.HS) ma è stato fortemente voluto da Ville perché è dedicato ad una persona per lui molto speciale. E' un brano particolare, certo non il più facile da ricordare.

Don’t Close Your Heart – quello che subito arriva all’orecchio di chi ascolta questo brano è sicuramente il ritornello. Veloce e ripetitivo, che alla lunga risulta però ridondante e forse un po' noioso. Nonostante questo comunica un messaggio davvero molto importante, non chiudere il cuore, nonostante l'amore spesso faccia soffrire.

Love You Like I Do – o la si ama o la si odia: quando si parla di questa canzone non ci sono vie di mezzo. Sicuramente una delle più particolari di tutto l’album, oserei dire un sound a se, dove la voce di Ville, cupa e quasi roca, è accompagnata da una dolce e lenta melodia, che si ripete costantemente quasi a voler sottolineare quella sofferenza interiore che di certo non passa inosservata, come dimostrato dal fatto che Ville ha registrato questa canzone praticamente ubriaco. Nonostante tutto, a mio parere (nd.Olly), questo brano resta uno dei più belli dell' intero album dove è presente al 100% la vera essenza degli HIM.

Quando ascolti questo album provi un senso di insoddisfazione, come se bevessi un bicchiere di vino ma non riuscissi a comprenderne a pieno il bouquet, ma quando il liquido scende, sul palato rimane una sensazione piacevolissima. E così, arrivando alla fine di questo piccolo viaggio musicale, ti rendi conto che in effetti Deep Shadows è proprio quello che volevi sentire.
A dispetto di tutte le critiche, questo non è certo il lavoro che brilla di più nella storia della discografia degli HIM, ma è l'album che rappresenta una delle tante personalità di questo gruppo, che ancora una volta, si rinnova e riesce a sorprendere. In fondo è proprio questo che ci piace degli HIM.

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