Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Razorblade Romance - Emanuele Biani

 

‘RAZORBLADE ROMANCE’
(BMG)
Le prime luci dell'alba tagliano l'oscurità attraverso le fessure di persiane distrattamente socchiuse. L'aria della stanza è impregnata di fumo e dall'odore pungente di un vino rosso d'infima qualità, il leggero tintinnio di qualche coccio di bottiglia è appena avvertibile. Uno stereo riproduce contemporaneamente un vinile degli Hanoi Rocks, una cassetta dei Depeche Mode ed un CD dei Type O Negative: il maelstrom sonoro sembra voler inghiottire ogni cosa. Sul pavimento, qualche goccia di sangue si mischia con alcune linee di gesso tracciate da una mano incerta: il pentacolo inscritto in un cerchio puzza ancora di zolfo. Ville Hermanni Valo se ne sta rannicchiato in un angolo, come se avesse paura di disturbare. Due lacrime amare come il fiele solcano dolcemente la perfezione androgina dei suoi lineamenti, uno spietato sorriso sarcastico è dipinto sulle labbra impiastrate di rossetto. Con una mano regge la foto accartocciata di una creatura troppo bella per essere vera. Con l'altra stringe la fredda impugnatura di una pistola con un solo colpo in canna. Dopo qualche ora riporrà entrambe nel cassetto dei ricordi e comincerà a pizzicare le corde di una malandata chitarra acustica. Voglio illudere prima di tutto me stesso, forse è questo il piccolo universo che abbraccia teneramente la nascita delle meravigliose canzoni degli HIM, il microcosmo sentimentale in cui si compie la genesi di una musica che ammette solo un credibile termine di paragone: la perfezione. 'Razorblade Romance' non è il cruento campo di battaglia in cui Eros e Thanatos sono destinati a scontrarsi, è l'immacolata alcova in cui queste due entità faranno l'amore fino a morire dissanguate. Gli ingredienti alchemici con cui la magia è stata creata sono gli stessi dell'incredibile debutto 'Greatest Lovesongs Vol. 666', ciò che è davvero cambiato è il loro dosaggio. Pur continuando ad essere la base su cui il gruppo lavora, la tradizionale componente gothic metal si è infatti affievolita, e nello spazio vacante si è insinuata la subdola energia del primigenio scan-rock, che accresce la desolata malinconia di alcune delle più aggraziate melodie pop dell'ultimo decennio. I nomi fondamentali li trovate qualche riga più in su, ma non fidatevi troppo delle impressioni soggettive. Ognuno di voi (ne sono certo) imparerà ad identificarsi e ad innamorarsi di questa band seguendo gli inimitabili parametri del proprio cuore, ed in fondo si illuderà che questo album sia un piccolo tesoro che solo lui poteva ritrovare. Per quanto mi riguarda, con questa recensione ho rubato fin troppo tempo al milionesimo ascolto dell'inarrivabile arte degli HIM. Scusatemi, ho un tasto "play” da premere. (Emanuele Biani)

 

You have no rights to post comments

template joomlatemplate joomla gratis
2019  The Heartagram Path   globbers joomla template