Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Dark Light- Emanuele Biani

 

 

‘DARK LIGHT’
(SIRE/WARNER)
Quando la carriera di un artista si basa dalle fondamenta sulla figura retorica dell’ossimoro, le sue opere si espongono fatalmente al pericolo banale ma tangibile della caduta in contraddizione. Forse era destino, ma anche la Luce Oscura che illumina a intermittenza questo disco rappresenta il contrasto tra le peculiarità genetiche degli HIM, da sempre protagoniste nel fertile DNA della scena finlandese, e la volontà nemmeno troppo velata di compiacere il pubblico americano, riluttante ad assimilare qualsiasi forma espressiva oltre l’immediata fruibilità. Il controverso teatro di ‘Dark Light’ apre il sipario sulle note di una canzone tra le più appassionate e disarmanti che la capricciosa fantasia di Ville Valo abbia mai partorito, per poi chiuderlo con identica naturalezza sulle strutture disarmoniche e zoppicanti di un pasticcio difficilmente riconducibile allo stesso autore. In effetti, l’imbarazzante divario tra il pathos quasi insostenibile di ‘Vampire Heart’ e l’incertezza sconclusionata di ‘In The Nightside Of Eden’ è lo specchio fedele di un album che alterna luci ed ombre non tanto sotto il profilo delle atmosfere, quanto piuttosto a livello qualitativo. La quinta prova discografica degli HIM, oltre a inaugurare il sodalizio col colosso Sire/Warner, omaggia i propri clienti di una corsa sulle montagne russe delle emozioni, eliminando quasi del tutto la scala dei grigi tra il bianco dell’adrenalina e il nero della noia. In questo senso, risulta azzeccata la scelta di singoli eccellenti come ‘Rip Out The Wings Of The Butterfly’ e ‘Killing Loneliness’, che magari non riescono a nascondere l’ingombrante presenza di alcuni filler (‘Drunk On Shadows’ e la title track), ma vengono affiancati da altrettanti episodi suggestivi e dinamici, marchiati a fuoco dal caratteristico simbolo degli HIM (‘Behind The Crimson Door’ e ‘Face Of God’). Resta un mistero la ragione per cui l’edizione limitata dell’album, disponibile solo sul sito ufficiale, comprenda due tracce bonus (‘The Cage’ e soprattutto ‘Venus In Our Blood’) oggettivamente superiori ai brani meno riusciti della versione standard, ma nel complesso si avverte la sensazione che la genesi di ‘Dark Light’ non sia avvenuta senza ingerenze esterne alla libertà artistica della band. E questo, in fondo, è forse l’unico difetto che possiamo imputargli. (Emanuele Biani)

You have no rights to post comments

template joomlatemplate joomla gratis
2019  The Heartagram Path   globbers joomla template