IMAGINAERUM...A DREAM EMPORIUM

 

Nightwish @Forum D'Assago 25/04/2012 - di Glendora

Mi metto al computer per scrivere questa recensione con tutta la buona volontà di questo mondo per cercare di essere non dico imparziale, ma almeno oggettiva ed esauriente, però mi rendo conto che quando si assiste ad un concerto che hai aspettato per più di cinque anni non si può certo essere obiettivi o distaccati, perciò non ci provo nemmeno, non ne sarei capace e credo che i Nightwish meritino molto di più che una semplice recensione di un concerto al quale ho partecipato: meritano tutte le mie emozioni, i miei sorrisi, le mie lacrime di felicità, i miei sospiri per essere stata una tra i tantissimi fan a cui hanno regalato uno show davvero unico, irripetibile e magico.

 

Scrivo ascoltando le note di Imaginaerum in sottofondo, conosco ogni singola parola a memoria, ogni respiro, ogni pausa, ogni più piccola nota, eppure sembra quasi che sia un album nuovo, è come se lo stessi ascoltando per la prima volta perché nuove sono le emozioni che mi regala, ma soprattutto perché ognuna di quelle parole, respiri, pause e note hanno qualcosa che prima non c'era, il ricordo di una delle più belle serate mai passate in vita mia e la consapevolezza di aver partecipato ad un qualcosa di strepitoso in compagnia delle uniche persone con le quali condivido la mia passione più grande.  Ho aspettato questo concerto da anni, forse attendevo più lui dell'album stesso. Vedere dal vivo una delle band che più ami in assoluto, quella che ti ha fatto sognare per così tanto tempo, porta con sé tante di quelle sensazioni che difficilmente si possono descrivere a parole se non si è mai provata una cosa del genere, ma è proprio per questa attesa quasi snervante ed infinita che c'è stato un momento, appena prima che le luci si abbassassero e che l'agitazione salisse alle stelle, in cui sono stata invasa da tanti dubbi: e se non sarà all'altezza delle mie aspettative? Se ho solo idealizzato un evento per poi rendermi conto che non potrà mai essere così grandioso ed unico come l'ho immaginato? Domande, dubbi, semplici paranoie forse anche dettate dalla stanchezza, ma pur sempre incertezze che mi hanno fatto vacillare. Poi, però, le luci si abbassano sul serio, la tua agitazione, così come quella di tutte le persone che ti stanno vicino, tocca picchi altissimi, il respiro ti si smorza nel petto per una frazione di secondo, quando realizzi che la band sta per salire sul palco e tutto ha inizio, capisci che non solo sarà esattamente come l'hai sognato, ma forse addirittura anche più bello.

Un telo nero divide il pubblico dal palco, si può solo intravedere il profilo di una sedia a dondolo appena illuminata, hai giusto il tempo di renderti conto di quello che sta succedendo ed ecco che tutto prende vita, animato dal suono di un carillon che introduce la prima canzone, Taikatalvi, che subito ti catapulta nel magico mondo che i Nightwish sono stati capaci di creare attraverso musica, parole, ma non solo questo.

Una folata d'aria muove il telo, sembra quasi che qualcosa di ancestrale agiti quelle che sembrano lunghe braccia di tronchi di una foresta secolare, la musica incalza, il ritmo cresce, la batteria di Jukka invade con prepotenza lo spazio e con lei arriva anche la chitarra di Emppu, il basso di Marco, la tastiera di Tuomas per poi giungere alla voce di Anette che, scatenata, sorridente e carica più che mai, intona Storytime. Non puoi ancora vederli, ma sai che ci sono, il telone cela le cinque figure che non sono altro che ombre cinesi su un velo scuro, ma quando l'ultima barriera decade, scendendo rapida e veloce sul palco, ecco che ti rendi conto che sono davvero lì, che quell'energia è reale, che puoi quasi toccare quei suoni e quella melodia che ti avvolge facendoti scatenare insieme a tutti gli altri facendoti dimenticare le ore passate in fila sotto il sole, l'estenuante attesa, gli spintoni, le corse per arrivare in prima fila, il dolore ai piedi e perfino la paura di rimanere deluso da chissà cosa: loro sono lì e la cosa più emozionante di tutte è che sembra quasi che siano sul palco solo per te, che stiano cantando come se si volessero rivolgere soltanto a te, un piccolo puntino in un mare di folla che forse non può nemmeno essere distinto dagli altri. Sono lì e cantano per ognuna di quelle persone che ha aspettato che quel momento prendesse corpo, animandosi davanti ai nostri occhi.

È magia. È emozione. È energia. È passione. È tutto questo, ma è anche tanto altro, un misto perfetto di sensazioni che vorticano nell'aria rimbalzando tra palco e pubblico, tra Tuomas, Marco, Anette, Emppu, Jukka ed ogni singolo spettatore che sembra dar loro la grinta necessaria per essere perfetti ad ogni canzone, ad ogni accordo, ad ogni riff di chitarra e ad ogni rullata di batteria.


C'è come una sorta di strana alchimia che si crea tra tutti e sembra quasi di fare un viaggio sulle montagne russe, un lunghissimo, emozionante percorso che dura il tempo di venti brani magistralmente miscelati tra di loro in un mix di vecchio e nuovo, ma anche di acustico e strumentale capaci di dare vita ad uno show unico, emozionante, vibrante ed intenso esattamente come lo sono loro: una band affiatata, compatta, unita, con tanta voglia di sorprendere, ma soprattutto capace di toccare il cuore di tutti i presenti anche solo con un gesto, uno sguardo, uno scambio fugace di battute o un sorriso.

Non so come facciano né quale sia il loro segreto, forse non ne hanno nemmeno uno o magari si tratta di tante cose messe insieme capaci di creare quella perfetta armonia che ha reso la serata davvero indimenticabile. Dovrebbero dirlo loro cosa li rende così, semplicemente loro stessi, unicamente i Nightwish, ma scoprirlo toglierebbe tutta quella magia che li rende così speciali e smetto di chiedermelo, non voglio scoprirlo perché alcune cose non hanno bisogno di essere spiegate, ma soltanto vissute.

Se potessi tornerei a quel perfetto 25 aprile non una, ma cento, mille volte e vorrei portare tutti voi con me per farvi vivere quelle stesse sensazioni uniche che ancora oggi non smettono di accompagnarmi facendomi battere il cuore, a volte anche sospirare o sorridere quando non c'è un apparente motivo.

Avrei voluto dire un milione di cose. Mi sarebbe piaciuto non essere ripetitiva o banale, riuscire a scrivere una recensione nella quale riuscire a rispecchiarsi ed immergersi, ma forse ho fallito nel mio intento: rileggo le mie parole e mi sembra di non essere stata capace di aver trasmesso tutto le emozioni che questo concerto è stato capace di regalarmi, né di essere riuscita a spiegare quanto questa serata sia stata speciale per me, ma un evento di questo genere andrebbe soltanto vissuto e non raccontato perché solo così si può capire quanto davvero sia stato speciale.

Nel mio piccolo e con tutti i miei limiti spero almeno di essere riuscita a toccarvi il cuore, a farvelo vibrare anche solo per un breve istante, a creare una piccola parte d'illusione grazie alla quale anche chi non era lì possa riuscire ad immaginarselo almeno un pochino, quel tanto che basta per passeggiare nel giardino dei sogni perdendocisi al suo interno.

And there forever remains that change from G to Em

Nightwish Live @ Forum Assago Milano - di Anesthesia

Tornando dal concerto dei Nightwish che si è tenuto mercoledì scorso al Forum di Assago, mi è capitato di scambiare quattro chiacchere con dei ragazzi che avevano assistito allo spettacolo nonostante non si considerino fan né del genere, né tanto meno del gruppo, ma semplicemente, senza falsa modestia, come me, amano la musica e mossi da una pura e semplice curiosità hanno deciso di partecipare a quello che senza dubbio, hanno affermato essere stato uno dei migliori eventi musicali fino ad oggi tenuti nel nostro paese.-

Mettendo da parte le solite retoriche su chi sia meglio tra Annette e Tarja o su quale sia il colore naturale dei capelli di Tuomas, la sensazione che avremmo assistito ad un grande spettacolo si è percepita subito una volta caduto il telone, nel fugace scambio di occhiate tra il bassista Marco Hietala ed il tastierista Tuomas Holopainen rimasti per un breve istante sorpresi anche loro di trovarsi di fronte ad un Forum pieno al limite della propria capienza.

E stà proprio lì l'ingrediente essenziale che da vita ad un grande spettacolo, nella professionalità che non sempre viene messa dai grandi gruppi della scena rock_metal quando vengono in Italia, consapevoli che comunque vada il giorno dopo nelle classifiche non cambierà niente.

Il “maestro” Holopainen ha diretto magistralmente la sua orchestra senza sbagliare un colpo, il quintetto finlandese ci portato sulle montagne russe più alte d'europa per poi lanciarci ad una velocità sovrumana lasciandoci senza fiato all'arrivo, tra coriandoli, giochi di luce e fuochi d'artificio.

Unica nota stonata della serata, l'organizzazione, non c'è niente da fare in Italia non ci siamo proprio portati, e...(non me vogliamo gli estimatori del genere) i fans club che pensano che l'appartenenza ad un gruppo/cantante presupponga il diritto di “proprietà esclusiva”, per il resto, come si diceva una volta sono felice di poter dire “IO C'ERO”!

 

 

 

Comments   

 
#1 Drownsindawn 2012-05-10 12:23
Serata indimenticabile ! Grazie Dora per la tua appassionata e appassionante recensione .
 

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