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Intervista a Juska Salminen

 

Imparare e praticare la vita ... un'interessante chiacchierata con Juska Salminen (ex tastierista degli Him) di Michela.

Traduzione italiana a cura di Alessia.

Ciao Juska! Grazie per il tuo tempo.  Per una vecchia fan degli HIM come me, parlare con te è sia un onore che un piacere. Sarò onesta (perdonami per il mio momento da fan): quando ho sentito per la prima volta il tuo  tributo agli HIM con i Saddolls, è stato come per un bambino ascoltare la voce della mamma... è stato grande!

- Come ci sei finito su quel palco?

Wow... La bellezza dell'allegoria. Iniziare l'intervista sentendosi una mamma..Il potere delle parole.

Quando sono andato in Grecia, il mio caro amico Paul dei Saddols mi ha chiesto di suonare "Join me". Il motivo del mio viaggio in Grecia era incontrare Paul per girare un documentario, il cui tema è la speranza. Questo era quello che cercavo in Grecia. Sono il regista e il produttore di questo documentario. Ho trovato la speranza, ma contemporaneamente ho aperto un varco alla mia stessa vita. In generale è sempre stato difficile per me capire il mondo dal punto di vista di un adulto. Per esempio, ho perso la mia speranza quando ho lasciato gli HIM. E' stato come se la vita fosse finita in quel momento. Ma in quel periodo semplicemente non potevo più andare avanti. Piangevo fino ad addormentarmi, tanto ero stanco. La vita era piena di piccole morti, ma sono ancora vivo, quindi sono felice.


Essere sul palco e suonare con i Saddolls, è stato come mettere un punto al mio tempo con gli HIM. Finalmente... Abbiamo suonato  Bury Me deep  inside your heart. E ho sepolto gli HIM nel mio cuore. Fanno parte di me, ma non ci penso più.

-Ora suoni con i To/Die/For; come descriveresti la vostra musica a chi non ha mai sentito parlare di voi?

Ok, questa è impegnativa :) Inizierò essendo onesto: non sono la persona migliore per poter parlare di suono, attualmente. Non sono mai stato il migliore in questo campo... Semplicemente, suono. E mi esibisco, ma in futuro sarà diverso. Sono finalmente Juska, che sa di saper suonare. Non sono più l'anello debole. Il sound dei T/D/F... ha preso una direzione verso suoni più pesanti partendo dal glam rock intorno agli anni 2000, quando molte band finlandesi sono passate a suoni più melodici e malinconici. Le stelle del nord hanno iniziato a brillare, quando molte band suonavano una sorta di  gothic rock.. Il gothic finlandese godeva di ottima salute e cominciava ad essere riconosciuto all'estero. Penso che i T/D/F siano questo. Gothic rock finlandese ma un po' più contorto. Molti di noi nella band siamo un po' hippie.  Proprio come l'ultimo album Samsara, per esempio.... E' molto facile trovare il nostro lato hippie da qualsiasi prospettiva. La ricerca della vita stessa. La musica è molto più di note e parole... è  vita.

- Se dovessi scegliere, quale stile preferisci usare: composizioni tecniche o più melodiche?

Risposta veloce: melodiche.  La tecnica è qualcosa di cui ho sempre avuto paura anche solo a pensarci. Comunque, come dicevo prima, ho aperto un varco alla mia stessa vita e la reazione a catena che ne è scaturita non è stata solo un male. Mi ha fatto realizzare alcune cose.... ho acquisito l'abilità di capire che suono le tastiere da più di 15 anni. So suonare. E' una questione di atteggiamento e di come mi vedo dietro alle tastiere. O di come ora devo "andare davanti alle tastiere", e far loro capire che sono io quello che le controlla. Senza di me, non ci sarebbe alcun suono. Sarebbero solo macchine. Quindi prima di tutto melodiche, ma sto facendo pratica con la tecnica. Un passetto alla volta!

-Come crei una melodia?

Finora ho solo curato gli arrangiamenti. Ho creato qualcosa... Creare è aggiungere una parte di te a qualcosa che hai di fronte. E' come dar vita alla musica. E' una combinazione di materiale composto, ed è quella parte che creo. Voglio dire, anche qualcun altro può fare lo stesso, ma se lo faccio io, è un'esperienza mia e degli altri componenti della band. E' la storia che vogliamo raccontare al pubblico, per cercare di dire che c'è un livello oltre la canzone che ciascuno deve cercare. E' una nostra creazione che arriva a te, chiunque tu sia. E una creazione anche per noi, che dopo qualche tempo dimentichiamo il momento in cui è stata composta, e possiamo ascoltarla anche noi come se fossimo un pubblico. Le persone dimenticano. 

-C'è un messaggio particolare che cerchi di mandare attraverso le tue canzoni?

In parte ho risposto, ma per essere più specifico, sì. C'è sempre un messaggio, conscio o subconscio. Ma se qualcuno crea, il messaggio riguarda la creazione. E' una specie di rinascita, come se scrivessi i tuoi sentimenti su carta e, in questo caso, ci tiri fuori una canzone. O un libro, o un film. O qualsiasi cosa. Uno racconta una storia, e riflette qualcosa del tuo vissuto.  Il mio messaggio... Per ora mi occupo degli arrangiamenti, quindi il messaggio che posso mandare è limitato. Ma se scrivo l'intera canzone, c'è un messaggio importante. Per esempio la canzone  "Last Breath"... Riguarda la depressione. Ci tenevo a raccontarla, perché penso che chi ne ha avuto esperienza abbia una sorta di "responsabilità" nel raccontare questa "morte vivente". Mi ha ucciso, ma ho preso il grosso rischio di combatterla. Ed è stata una guerra pubblica. Ma ho bisogno di raccontarla. Mi aiuta e non è lontano da nessuno...

-Quali sono i tuoi maggiori punti di riferimento? Parlando di posti in generale...

Nella vita ogni passo, dall'infanzia all'adolescenza, all'età adulta sempre mantenendo un po' del  bambino dentro di me... Sono tutte parti importanti della mia vita. Parlando di posti, penso sia abbastanza tranquillo dire: casa. Mi considero Europeo, quindi è possibile costruirti una cosa ovunque tu voglia, per esempio la sala prove è un'altra casa. O un ostello. E' una questione di prospettiva. Tutto è in prospettiva, credo.

-Ho letto che stai lavorando a un nuovo album, è vero?

Abbiamo fatto una pausa, dal momento che i componenti dei To/Die/For sono stati in giro per il mondo senza la band, in vacanza. Stiamo per riunirci, per decidere cosa fare dopo. Qualche concerto sicuramente. Lavoreremo a qualcosa, ma cosa sarà è ancora un mistero.

-Stai ascoltando nuove band o nuova musica che ti piace, ultimamente?

Ho iniziato ad ascoltare di tutto, in realtà. In questo momento, Cirque du soleil, Alegria. Sono sempre stato considerato un metallaro per via del mio passato... ma ad essere onesto, non ne so molto. Quindi penso di doverne ascoltare di più. Ci sono tanti diversi tipi di musica da ascoltare ogni giorno. Se qualcosa cattura la mia attenzione, è ok. A volte comunque è importante rilassarsi, quindi scelgo altri generi musicali. Non te lo so dire. Ho iniziato ad ascoltare musica classica, ma anche quello mi riportava alle mie radici, quindi ho iniziato ad ascoltare i Prodigy. Dipende dall'umore... A volte l'ideale è prendere qualcosa a caso. Le parole  "Depends on " mi fanno venire in mente i Depeche Mode, quindi ecco qua: la prossima canzone sarà dei Depeche Mode

- Com'è iniziato la tua relazione con la musica?

La mia relazione con la musica... Beh...ho respirato musica attraverso mio padre, e un po' attraverso mia madre, e ascoltando  Bon Jovi, U2, Def Leppard... Tante band che ascoltava mio fratello maggiore. La prima cassetta che ho avuto è stata Stay Hungry,  dei Twisted Sister.  Quindi ho vissuto e respirato l'hard rock anni '80. Dopo mi sono diretto verso la dance music, quindi  2 Unlimited e altre cose hanno tolto spazio al rock nella mia vita. Mio padre suona la tastiera, quindi ho imparato a suonare usando il suo piano, organo e tastiere. Prima ho studiato per tre anni, poi ho realizzato che era più semplice copiare la musica. Quindi ho imparato le basi di lettura delle note. Abbastanza per quell'età, ma negli HIM, per esempio, sarebbe stato bello avere un maggior background di studio, per farmi sentire più sicuro nel mio ruolo.

- Sul palco, ci sono alcune band che ti fanno sentire parte di loro; che significa far parte di una band?

Suonare in una band è esattamente come hai detto tu: rendere il concerto un concentrato di energia insieme al pubblico. Siamo lì per intrattenere, e il pubblico è lì per divertirsi. Se tutto va bene, è pura e semplice energia positiva per un'ora e mezza. Ovviamente la band è una famiglia. Un'altra casa, come dicevo prima.... Ma tutte le famiglie hanno dei problemi. E se la band raggiunge il successo, è una spada a doppio taglio. Non è così facile affrontare il fatto che alcune persone ti cercano per via di chi sei. So che funziona così in questo ambiente, e incontrando gente famosa sono stato un po' come un bambino in un negozio di caramelle. Ma quando diventi tu uno di loro... Beh, diciamo che sono contento di non essere Ville. Il frontman raccoglie anche tutta la merda. Il pubblico deve sempre ricordarsi che c'è una persona dietro a tutto questo. Tutti gli errori fanno parte della vita. I leader non hanno tempo per l'intero esercito, quindi accetta se non ricevi un sorriso, quando chiedi un autografo. 24 ore al giorno sono poche... 

- C'è stato un periodo della tua vita in cui la musica non era un qualcosa da amare ma un veleno?

Inizialmente quello che era un sogno si è trasformato in un incubo. Sono stato con gli HIM per due anni, e c'è un limite a quello che una persona può sopportare. Voglio dire, amavo quel periodo, ma mi sono stancato. Prima ho avuto paura, poi sono entrato nel panico. Nel panico una persona tende a scappare via, ed è stato proprio quello che ho dovuto fare, per sopravvivere. Altrimenti la via d'uscita sarebbe stata giù dal balcone, senza scale...

Quindi ha iniziato ad essere un veleno, per me. O per essere più specifico, credo di aver avuto una colossale "sbronza da musica". Non ero pronto, e se bevi troppo, ti ubriachi. Ci è voluto del tempo, ma ora amo la musica di nuovo. E' curativa. Possiamo cantare d'amore, e possiamo amare il canto. Ancora, è energia positiva. Scacco bianco: giochiamo non per competere, ma per acquisire  esperienze positive.

- Sei impegnato anche con progetti esterni alla musica. Come riesci a separare la musica dalle altre cose?

E' una questione di organizzazione. Bisogna avere il controllo ed essere in grado di organizzare la propria vita. C'è un certo numero di cose che si possono fare in una giornata. Se il tempo stringe, è solo questione di priorità. Voglio dire... certe cose sono più importanti di altre, sempre. Quindi se il tempo manca, l'unica è lasciare le cose meno importanti per il giorno dopo. La musica è parte della mia vita, ma così vale anche per le altre cose.

-Recentemente sei tornato dalla Grecia, dove hai realizzato un interessante documentario sociale. E' stata la prima volta o hai già svolto lavori simili in altri Paesi?

E' stata la primissima volta per un documentario di questo livello. Molto presto mi laureerò e avrò la mia prima vera occupazione. E' buffo che presto avrò 36 anni e questa è la prima volta che ho un lavoro "vero"... o una laurea :D

Ma tornando alla tua domanda... E' stato un viaggio e ora so cosa fare la prossima volta, e cosa andrà fatto diversamente. Questo viaggio mi ha portato di nuovo in ospedale, perché nei giorni scorsi non sono più riuscito a dormire. Se cerchi qualcosa, devi essere anche pronto ad affrontare ciò che trovi. Cercavo speranza in Grecia, l'ho trovata, ma ho anche iniziato a pensare a qual è il mio posto in quest'universo. Pensieri molto profondi sulla mia esistenza. Finalmente ho affrontato alcune paure. Per una persona stanca, attraverso frequenti attacchi di panico ho trovato il mio posto. Penso che ognuno debba percorrere la propria  Via Dolorosa, per capire come funziona la vita. E' piuttosto personale...

-Cosa hai imparato da queste esperienze?

A vivere il momento. La vita è un regalo prezioso, e il tempo è l'unica misura delle cose della vita. Dal momento che è limitato, bisogna stare attenti a non sprecarlo. Godere la vita e ridere di te stesso. Ogni sera uno dovrebbe pensare per un secondo, ed è abbastanza facile da dire... Potrebbe andare peggio.

-Qual è la canzone più bella che tu abbia mai suonato nella tua carriera?

La sto ancora provando...

-Quali sono i tuoi sogni ora?

Vivo nel mio sogno, e sogno di svegliarmi in un altro giorno pieno di sogni da realizzare. Il mio sogno è far capire alle altre persone che c'è un posto difficile da trovare, perché è vicino ma nello stesso tempo lontano. Continua a cercare, e forse i tuoi sogni si avvereranno....

Grazie, e spero che i tuoi sogni diventino realtà...

Grazie a te!

Michela @Heartagram Italy

 

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