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Recensione di Tears on tape - Stereoboard

 

QUI l'articolo originale

Traduzione a cura di Alba

I rockers  finlandesi  sono tornati con una nuova fetta di rock cupo, ma nello stesso tempo anthemico, che nasce dagli ingranaggi interni della mente di Ville Valo  e compagni, e come ti aspetti da una band collaudata come questa, dopo quindici anni di carriera, è piuttosto buono.
C'è sempre stato qualcosa di veramente melodico negli HIM . Sono sempre stati pesanti , con chitarre dark e mordenti, un suono cupo, percussioni assolutamente martellanti e temi commoventi, ma tutto è sempre stato fatto in maniera davvero romantica, sincera che ha tenuto la loro fedele e leale base di fan aggrappata ad ogni singolo accordo, nota, armonia, testo.
“Tears on Tape”, come puoi aspettarti dal titolo, non si allontana troppo da questa formula . E' sicuramente un album senza crisi di identità, che crede veramente in tutto quello che viene cantato, una sensazione ben rappresentata dalla levigata e tuttavia fragile “Love without tears”.
Questo album non è particolarmente diverso da qualunque altra cosa abbiano proposto, ma in qualche modo ti dà la sensazione di essere  un vero e proprio  seguito alla loro uscita finora più popolare, “Love Metal”. Ogni canzone sembra essere stata scritta per ciascuno di quei fan adoranti perchè cantino insieme  ogni parola. Oh e dico sul serio fan adoranti. Un'edizione speciale è stata presentata attraverso una delle più conosciute riviste metal e la richiesta è stata così elevata che gli ordini sono stati presi solo  telefonicamente, in quanto il sito internet era saturo.
Allora , 250 parole solo per dire che gli HIM hanno pubblicato un album che i loro fan ameranno . assolutamente. E il resto di noi? Cosa dire nel caso non avessimo mai sentito parlare degli HIM?
In parole povere, se prendete un album dei Cure, aumentate la distorsione, lo rallentate un poco  e sostituite la bella e lamentosa voce di Robert Smith con sensuali e tuttavia macabre linee vocali, non siete lontani di molto. C'è qualcosa di così interessante e misterioso in questa line up di musicisti e la musica che essi creano ti risucchia e ti fa rimanere appeso ad ogni parola.
Questo album potrebbe diventare molto facilmente la colonna sonora di quando vi sentite giù, perchè vi sfido a non stare un po' male prima che “Kiss the Void” (un po' industriale , ma anche atmosferica) chiuda l'album. Questa non è una band che vuole deprimervi , è una band che tenta di stabilire una connessione con voi, e lo hanno fatto da molto tempo e in maniera esperta.
Naturalmente non è perfetto. Poichè la band possiede una formula ben elaborata ,  se vi piacciono gli album diversificati , che cercano di superare i confini, resterete delusi. Si potrebbe obiettare che non esiste una differenza sufficiente tra le tracce offerte da impedire che non diventino una sorta di sottofondo per i non fan. Esiste un ambiente sicuro qui, in cui gli HIM restano all'interno in modo reale ed ottimale per l'intera durata.
Inoltre, per l'ascoltatore casuale, questo potebbe trasformarsi  da un bell'album, pieno di suggestione, in un lavoro da sgobbone.  Se non venite immediatamente conquistati, potreste finire per non apprezzare nulla dell'album, in quanto nessuna delle canzoni spicca particolarmente, con l'eccezione di “Lucifer's Chorale” , un pezzo monotono pesantemente distorto che è sicuramente il “Fitter Happier” di questo album.
Personalmente, tuttavia, amo questo album in toto, non ho problemi con la formula degli HIM, perchè è fatta estremamente bene.
Così, in sintesi, si tratta di un album ben realizzata, ben assemblato,  completo di tutto ciò che ci si aspetta da questa band. Sono  in giro per molto tempo, e non mostrano segni di voler rinunciare, il che è veramente ammirevole considerando lo stato delle classifiche di questi tempi. Hanno scritto un autentico album degli HIM al 100%  senza allontanarsi dai sentieri battuti, ma senza sacrificare l'energia o il gusto che ci si aspetta attualmente da loro. Questo album merita di essere ascoltato. Dopo tutto, c'è abbastanza energia nei riff di chitarra, nel basso ossessionante, e nelle percussioni frenetiche, come pure nel  baritono di Valo, romantico, ma tormentato, che rende questo album un pratico mix radio-friendly, ma ancora sufficientemente  hardcore per i puristi. Un album che lascia dei lividi , ma nello stesso tempo delicato, con un vero obiettivo e un'anima.
In breve, non è qualcosa per cui piangere. E' qualcosa di cui godere.
'Tears On Tape' viene rilasciato oggi, lunedi 29 aprile, per Doublecross Records.
I rockers  finlandesi  sono tornati con una nuova fetta di rock cupo, ma nello stesso tempo anthemico, che nasce dagli ingranaggi interni della mente di Ville Valo  e compagni, e come ti aspetti da una band collaudata come questa, dopo quindici anni di carriera, è piuttosto buono.
C'è sempre stato qualcosa di veramente melodico negli HIM . Sono sempre stati pesanti , con chitarre dark e mordenti, un suono cupo, percussioni assolutamente martellanti e temi commoventi, ma tutto è sempre stato fatto in maniera davvero romantica, sincera che ha tenuto la loro fedele e leale base di fan aggrappata ad ogni singolo accordo, nota, armonia, testo.
“Tears on Tape”, come puoi aspettarti dal titolo, non si allontana troppo da questa formula . E' sicuramente un album senza crisi di identità, che crede veramente in tutto quello che viene cantato, una sensazione ben rappresentata dalla levigata e tuttavia fragile “Love without tears”.
Questo album non è particolarmente diverso da qualunque altra cosa abbiano proposto, ma in qualche modo ti dà la sensazione di essere  un vero e proprio  seguito alla loro uscita finora più popolare, “Love Metal”. Ogni canzone sembra essere stata scritta per ciascuno di quei fan adoranti perchè cantino insieme  ogni parola. Oh e dico sul serio fan adoranti. Un'edizione speciale è stata presentata attraverso una delle più conosciute riviste metal e la richiesta è stata così elevata che gli ordini sono stati presi solo  telefonicamente, in quanto il sito internet era saturo.
Allora , 250 parole solo per dire che gli HIM hanno pubblicato un album che i loro fan ameranno . assolutamente. E il resto di noi? Cosa dire nel caso non avessimo mai sentito parlare degli HIM?
In parole povere, se prendete un album dei Cure, aumentate la distorsione, lo rallentate un poco  e sostituite la bella e lamentosa voce di Robert Smith con sensuali e tuttavia macabre linee vocali, non siete lontani di molto. C'è qualcosa di così interessante e misterioso in questa line up di musicisti e la musica che essi creano ti risucchia e ti fa rimanere appeso ad ogni parola.
Questo album potrebbe diventare molto facilmente la colonna sonora di quando vi sentite giù, perchè vi sfido a non stare un po' male prima che “Kiss the Void” (un po' industriale , ma anche atmosferica) chiuda l'album. Questa non è una band che vuole deprimervi , è una band che tenta di stabilire una connessione con voi, e lo hanno fatto da molto tempo e in maniera esperta.
Naturalmente non è perfetto. Poichè la band possiede una formula ben elaborata ,  se vi piacciono gli album diversificati , che cercano di superare i confini, resterete delusi. Si potrebbe obiettare che non esiste una differenza sufficiente tra le tracce offerte da impedire che non diventino una sorta di sottofondo per i non fan. Esiste un ambiente sicuro qui, in cui gli HIM restano all'interno in modo reale ed ottimale per l'intera durata.
Inoltre, per l'ascoltatore casuale, questo potebbe trasformarsi  da un bell'album, pieno di suggestione, in un lavoro da sgobbone.  Se non venite immediatamente conquistati, potreste finire per non apprezzare nulla dell'album, in quanto nessuna delle canzoni spicca particolarmente, con l'eccezione di “Lucifer's Chorale” , un pezzo monotono pesantemente distorto che è sicuramente il “Fitter Happier” di questo album.
Personalmente, tuttavia, amo questo album in toto, non ho problemi con la formula degli HIM, perchè è fatta estremamente bene.
Così, in sintesi, si tratta di un album ben realizzata, ben assemblato,  completo di tutto ciò che ci si aspetta da questa band. Sono  in giro per molto tempo, e non mostrano segni di voler rinunciare, il che è veramente ammirevole considerando lo stato delle classifiche di questi tempi. Hanno scritto un autentico album degli HIM al 100%  senza allontanarsi dai sentieri battuti, ma senza sacrificare l'energia o il gusto che ci si aspetta attualmente da loro. Questo album merita di essere ascoltato. Dopo tutto, c'è abbastanza energia nei riff di chitarra, nel basso ossessionante, e nelle percussioni frenetiche, come pure nel  baritono di Valo, romantico, ma tormentato, che rende questo album un pratico mix radio-friendly, ma ancora sufficientemente  hardcore per i puristi. Un album che lascia dei lividi , ma nello stesso tempo delicato, con un vero obiettivo e un'anima.
In breve, non è qualcosa per cui piangere. E' qualcosa di cui godere.
'Tears On Tape' viene rilasciato oggi, lunedi 29 aprile, per Doublecross Records.

 

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