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Recensione di Tears on tape - Soundi

 

QUI l'articolo originale

Traduzione italiana a cura di Alessandra (clicca su leggi tutto)

 

L'ottavo album in studio della band che ha venduto circa 8 milioni di dischi inizia con lo sbattere della cassetta e finisce con il rimbalzo del tasto play del lettore quando il nastro è giunto alla fine. Le lacrime scorrono e l'unione di Black Sabbath, Roy Orbison e Smashing Pumpkins, che la band ha pubblicizzato, è assortita nel mezzo.

 

Screamworks: Love In Theory And Practice (2010) è stato l'album più ottimista e di buon umore rispetto ai primi album, sulla bilancia degli HIM è il perfetto contraltare a Venus Doom (2007), che era lentamente improvvisato, super pesante e con atmosfere nere come la pece. La gente ha detto maliziosamente che le canzoni degli HIM sono tutte uguali e nessuno si accorgerebbe se i cori venissero scambiati. Eppure, gli album della band sono molto diversi tra loro nello spirito. E' come se ogni album avesse la sua personalità.

 

La forza e il carattere distintivo di Tears On Tape è di essere tutto ciò su cui gli album precedenti erano basati. È gli HIM su un fronte ampio, dal pesante al leggero e dal buio allo spiraglio di luce. E' come una forma transitoria dei due precedenti album in studio, bianco e colorato. Considero Screamworks come l'album più tranquillo degli HIM. Non a causa della sua natura, ma semplicemente perché dopo il forte inizio, ma non è rimasto al livello della nota qualità degli HIM. Ecco perché c'era un'emozione speciale nell'afferrare Tears On Tape: torneranno o è la loro penna inizia ad essere meno forte?

 

Dunque, nel nuovo album, si risale al più denso e tenero suono degli HIM. Le canzoni di ampio respiro portano un bel cambiamento per l'album. Into the night e soprattutto Hearts At War attraversano la massima pesantezza e vengono sbattuti con i riff dei Sabbath, I will be the end of you e Love without tears galleggiano più leggere e la canzone che dà il titolo all'album vi si unisce tristemente. Sono riusciti a lavorare su intermezzi a effetto per creare un'atmosfera o, talvolta, per metterle fine. Gli HIM sono andati verso gli estremi, ma ancora, le canzoni che sono nate dal metodo ronzante "l'uomo e la chitarra" fanno ronzare anche l'ascoltatore.

 

Tears On Tape non è nato per essere un cocktail affascinante e piacevole come Dark Light (2005) e non è così incredibilmente bello in un modo cupo come lo era Venus Doom, ma è comunque un album purosangue degli HIM. E' allo stesso tempo impuro e pulito, disperato e confortante, orecchiabile come niente altro. Il romanticismo depresso non lascerà gli HIM e questo album, il cui valore di base viene sottolineato meglio di quanto non lo fosse in Screamworks.

 

In Tears on Tape, gli HIM suonano come una band giovane e desiderosa di fare colpo con la propria musica inconfondibile per essere inghiottita dal mondo intero. Con la differenza, naturalmente, che è più abile e attenta rispetto ad una band giovane nell'eseguire le proprie canzoni.

 

L'ottavo album in studio della band che ha venduto circa 8 milioni di dischi inizia con lo sbattere della cassetta e finisce con il rimbalzo del tasto play del lettore quando il nastro è giunto alla fine. Le lacrime scorrono e l'unione di Black Sabbath, Roy Orbison e Smashing Pumpkins, che la band ha pubblicizzato, è assortita nel mezzo.
Screamworks: Love In Theory And Practice (2010) è stato l'album più ottimista e di buon umore rispetto ai primi album, sulla bilancia degli HIM è il perfetto contraltare a Venus Doom (2007), che era lentamente improvvisato, super pesante e con atmosfere nere come la pece. La gente ha detto maliziosamente che le canzoni degli HIM sono tutte uguali e nessuno si accorgerebbe se i cori venissero scambiati. Eppure, gli album della band sono molto diversi tra loro nello spirito. E' come se ogni album avesse la sua personalità.
La forza e il carattere distintivo di Tears On Tape è di essere tutto ciò su cui gli album precedenti erano basati. È gli HIM su un fronte ampio, dal pesante al leggero e dal buio allo spiraglio di luce. E' come una forma transitoria dei due precedenti album in studio, bianco e colorato. Considero Screamworks come l'album più tranquillo degli HIM. Non a causa della sua natura, ma semplicemente perché dopo il forte inizio, ma non è rimasto al livello della nota qualità degli HIM. Ecco perché c'era un'emozione speciale nell'afferrare Tears On Tape: torneranno o è la loro penna inizia ad essere meno forte?
Dunque, nel nuovo album, si risale al più denso e tenero suono degli HIM. Le canzoni di ampio respiro portano un bel cambiamento per l'album. Into the night e soprattutto Hearts At War attraversano la massima pesantezza e vengono sbattuti con i riff dei Sabbath, I will be the end of you e Love without tears galleggiano più leggere e la canzone che dà il titolo all'album vi si unisce tristemente. Sono riusciti a lavorare su intermezzi a effetto per creare un'atmosfera o, talvolta, per metterle fine. Gli HIM sono andati verso gli estremi, ma ancora, le canzoni che sono nate dal metodo ronzante "l'uomo e la chitarra" fanno ronzare anche l'ascoltatore.
Tears On Tape non è nato per essere un cocktail affascinante e piacevole come Dark Light (2005) e non è così incredibilmente bello in un modo cupo come lo era Venus Doom, ma è comunque un album purosangue degli HIM. E' allo stesso tempo impuro e pulito, disperato e confortante, orecchiabile come niente altro. Il romanticismo depresso non lascerà gli HIM e questo album, il cui valore di base viene sottolineato meglio di quanto non lo fosse in Screamworks.
In Tears on Tape, gli HIM suonano come una band giovane e desiderosa di fare colpo con la propria musica inconfondibile per essere inghiottita dal mondo intero. Con la differenza, naturalmente, che è più abile e attenta rispetto ad una band giovane nell'eseguire le proprie canzoni.

 

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