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Ville valo nuova intervista per Purevolume

 

Traduzione italiana a cura di Alessandra dell'intervista rilasciata da Ville qualche settimana prima di annullare il tour americano per sopraggiunti problemi di salute. (clicca su leggi tutto...)

QUI il link all'articolo originale by Tom Lanham

Qualche settimana fa, il band leader degli HIM, Ville Valo, sedeva nel suo appartamento di Helsinki e tirava un lungo sospiro di meritato sollievo. Aveva appena finito di esaminare la stampa senza etichetta del nuovo album della band, Tears on Tape, e lui era finalmente soddisfatto.

"Passavo molte serate ascoltando il vinile e a fare in modo che le dissolvenze funzionassero e che tutto suonasse come doveva, perché ci sono tanti aspetti tecnici che possono andare male", dice il cantante, che ha anche monitorato attentamente ogni aspetto del caricamento della musica su iTunes. "Di solito, le case discografiche non pensare a cose del genere, quindi deve essere l'artista ad assicurarsi che tutto funzioni bene. E va bene così. Quindi questi sono gli ultimi piccoli passi del viaggio che abbiamo compiuto negli ultimi tre anni".

 

Non sta scherzando. Il procedimento degli HIM ha avuto una tragica battuta d'arresto un anno fa, quando il batterista Gas (Mika Karppinen) ha subito lesioni nervose alla mano, mettendo in dubbio non solo il completamento di Tears on Tape, ma anche il futuro del gruppo. Alla fine, recuperato Gas, Valo e compagnia hanno assoldato gli inni wagneriani come "Unleash the Red", "All lips go blue" (che è possibile ascoltare in streaming sopra), e "Drawn and quartered", alcuni dei più melodici, e accattivanti da anni. Ma non prima di un serio esame di coscienza...

 

PureVolume: Hai detto che hai avuto alcuni grandi momenti di rivelazione emotiva di recente. Come ad esempio... ?

Ville Valo: Beh, la maggior parte delle cose è ovviamente di tipo personale. Ma musicalmente parlando, abbiamo avuto un sacco di problemi a mettere insieme questo album perché il nostro batterista si è ammalato alle manied era tutto incasinato e non è stato in grado di suonare per otto mesi, e abbiamo dovuto aspettare. Ci siamo resi conto, come band, che non potevamo mettere nessun altro al suo posto.

Anche i Def Leppard hanno aspettato in una situazione simile, anche se molto più tragica. Si deve avere rispetto sempre per questo.

Lo so. Anzi. Che in realtà è una cosa che ho citato più di una volta durante gli incontri con i ragazzi della band. Ho detto: "potresti avere problemi alle mani, e in realtà li hai!"

È stato come una rompighiaccio un paio di volte. Ma ci sono voluti otto mesi di attesa perché Gas si riprendesse, e non eravamo sicuri se avremmo fatto un album, o se la band avrebbe continuato ad esistere. Così ci ha fatto sedere tutti a riflettere su quanto la band significa per ognuno.

Ed è una di quelle cose che le band, soprattutto le rock-band non hanno il tempo per fare, perché sei sempre così impegnato. C'è sempre il nuovo tour, il nuovo album, il nuovo qualunque altra cosa. Ma questa volta, ci ha costretto a pensare un po' e rivalutare quello che significa per noi e quanto sia importante per noi la band. E ovviamente, nel fare tutto ciò, la meditazione riflessiva o comunque si voglia chiamarla, ci siamo resi conto che è davvero importante, e che ci ha fatto aspettare e poi davvero andare avanti con il nuovo album. Così è stata una specie di crisi esistenziale.

 

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