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The Heartagram Path - HIM Approved Site - La tua risorsa italiana al Love Metal e agli HIM

Traduzione dell'articolo di Metal Hammer (Seconda Parte)

Traduzione a cura di Margherita Realmonte 
E' così che ti sei sentito dopo la rehab?
“Credo di sì, cioè, sai quando sei nell'occhio del ciclone e vedi le cose girare attorno a te senza renderti conto dell'enormità di quello che sta succedendo? Per me il culmine è coinciso con il tour di Dark Light in America. E' incredibile quanta energia e adrenalina mi portassi addosso; non era solo una questione di alcool. Ero un ragazzetto che, per qualche incredibile ragione, si ritrovava per la prima volta negli States, per la prima volta nove mesi fuori casa, magari un po' timido, per cui l'alcool aiutava a superare i problemi di comunicazione in un'altra lingua. E' stata una sorta di esperimento psicologico, essere catapultati in una realtà del genere. Non mi sento una vittima, anzi, semmai una cavia volontaria nel gran laboratorio del rock'n'roll! Hahahahaha... nato nel ventre del rock'n'roll e finito in una clinica di riabilitazione. Sono stati anni che ho vissuto alla Benjamin Button!”
Ville ricorda che quello di Venus Doom, il 2007, fu il periodo più buio, quello in cui perse il controllo e gli eventi cominciarono a evolversi in maniera drammatica. La fine di una relazione aveva influito sulla sua attitudine autodistruttiva h24; il senso di abbandono e la perdita di quel qualcuno che potesse motivarlo a smettere, hanno contribuito a creare un clima di depressione che rischiava di andare a finire pericolosamente. Inoltre, il pesante e continuo accumularsi di impegni lavorativi non poteva che aggravare lo stato delle cose.
Se Venus Doom fu il momento per Ville di toccare il fondo, Screamworks: Love In Theory And Practice, del 2010, fu quello in cui esagerò nel senso opposto. “Credo di essere stato affetto da una specie di disturbo ossessivo compulsivo. Sai, succede a un sacco di persone, smettere di bere e voler dimostrare di essere in grado di fare sempre meglio... penso che avremmo potuto ritirarci a quel punto, ma sono un tipo che non accetta una risposta negativa tanto facilmente.”
E ora veniamo alla domanda cruciale di questi giorni. Cosa succederà dopo? Intanto c'è il tour di addio, frutto una decisione sofferta, ma che già sta dando i suoi frutti. Ville la definisce un saluto affettuoso e un tributo dovuto a tutti coloro che hanno fatto sì che la loro musica e la loro carriera diventassero così di successo. Inoltre è un po' una sorta di autocelebrazione, un viaggio in cui raccogliere i frutti di quanto seminato in questi anni.
“E' stata un'avventura emozionante, fantastica, dico davvero, ma questa volta avrò modo di godermela appieno, perché avrà il sapore dell'ultima volta, quindi non avrò la preoccupazione di quello che accadrà dopo, canterò Join Me In Death con gratitudine, pensando a quanto sia riuscita a portarci lontano, ma non avrò il pensiero di cosa fare per il prossimo album, perché non ce ne sarà un altro. Come entità la band HIM ha bisogno di rispetto, portare avanti questa serie di ultimi show è un dovere verso noi stessi e soprattutto verso il pubblico, che deve capire che è davvero finita, cosicché per noi sia possibile chiudere definitivamente questo capitolo”
Resta in sospeso la domanda su cosa succederà quando l'ultima nota verrà suonata:
“Io imbraccerò la mia chitarra e.. insomma, alla fine sono quello che ha scritto il 90% dei testi, credo che continuerò a scrivere canzoni...” e, mentre lo dice, una sorta di senso di vertigine si impadronisce della sua voce al pensiero di ridefinire la sua carriera e uscire dalla sua comfort zone, per decenni all'ombra dell'Heartagram. Ville stesso ammette che ultimamente, gli HIM si fossero un po' fossilizzati ed è facile immaginare che non veda l'ora di cambiare questa situazione.
Ricomincerai con una carriera solista?
“Non lo so ancora” e, mentre lo dice, sembra sincero. “Non so cosa succederà, ma per combattere la conseguente depressione bisognerà fare qualcosa. Di solito quando mi sentivo a pezzi prendevo la chitarra e componevo le canzoni per gli HIM. Ne ho parecchie che non abbiamo nemmeno mai provato, per via della recente mancanza di entusiasmo all'interno della band, ma non ho voglia di riprenderle e lavorarci su, almeno per adesso vorrei lasciarle perdere e ricominciare tutto da zero, con qualcosa di nuovo, di più fresco. Potrebbe saltar fuori qualcosa di post black-metal, di shoegaze o cose simili...”
Potrebbe voler dire che hai già qualcosa che bolle in pentola?
“Sì, ho qualche cianfrusaglia qua e là, non so se sia roba abbastanza buona, ma a me piace. Quando mi sento giù, scrivo musica, per me è come una sorta di meditazione, un modo per crearmi un'altra dimensione, un altro mondo, con altre direzioni, altri colori. Mi sono sempre piaciuti i Sonic Youth, i Dinosaur Jr e i Nirvana, con quelle chitarre distorte, ma con gli HIM eravamo più sul genere dei Metallica, quando a me piacciono anche gli Smashing Pumpinkns e i Jesus and Mary Chain. Insomma, non significa nulla, non so se finirò col fare reggae e neanche mi importa. Tutto ciò che posso fare è scrivere un paio di pezzi e vedere come andrà a finire, magari mi toccherà fare un altro paio di buchi alla mia cintura e mangiare meno riso tutti i giorni, ma mi piacciono le sfide, sono bravo a trovare soluzioni ai problemi, il pericolo e l'incertezza a volte mi mancano...”
Troppo presto per fare speculazioni. Ville preferisce evitare di lanciarsi in previsioni ancora embrionali; in questo momento ha bisogno di chiudere definitivamente un capitolo prima di iniziarne un altro, anche se ci pare di aver capito che ci siano speranze che questo possa accadere prima o poi. Nel frattempo lui e la sua band devono esibirsi ancora in altri show prima che il sipario si chiuda per sempre su Sua Maestà Infernale. “Speriamo che i nostri fans apprezzino tutto questo, non si tratta di un addio, ma di un sentito grazie di cuore a tutti loro; grazie per averci accolti, speriamo di non esserci trattenuti troppo oltre il dovuto”
A questo punto spegniamo il registratore e ci incamminiamo nella notte. E' giunto per Ville il momento di partire alla volta di LA e soprattutto verso un futuro che si prospetta felicemente incerto. Intanto il cielo comincia a schiarirsi, il temporale è passato. E' ancora troppo buio per vederlo chiaramente, ma, mentre Ville scompare, scendendo i gradini della metropolitana, è facile immaginare che stia sorridendo.
 

Commenti   

#1 profile 2018-11-01 12:43
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