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Dommin: the sound of the broken-hearted

Intervista a cura di Olly Olly Oxen Free - Marzia per il The Heartagram Path

 


I Dommin sono una band americana, originaria di Los Angeles, che vede in Kristofer Dommin il proprio fondatore. Con il loro Love Is Gone, i Dommin fanno il loro debutto come support band dei più famosi HIM durante il tour mondiale del loro fortunatissimo Screamworks: Love In Theory and Practice.


The Heartagram Path:
Prima di tutto, voglio ringraziarvi per la vostra disponibilità, nonostante siate impegnati in tour con gli HIM.  Ho avuto la possibilità di vedervi  durante tre delle date del tour UK e devo dire di essere rimasta piacevolmente colpita  dal vostro sound e dall’ottima presenza  scenica. Non sempre le band di supporto – soprattutto se non famose ancora - hanno un buon riscontro tra gli spettatori, ma nel vostro caso credo che non sia stato così, anzi!

Kristofer Dommin: I fans degli HIM sono stati molto aperti nei nostril confronti. Dopo ogni concerto siamo stati letteralmente assaliti al nostro stand del merchandise.  Penso che la nostra musica sia qualcosa che quei fans  riescono a capire.

THP: Prima di parlare della vostra band, c’è qualcosa che mi preme chiedervi  a proposito dei vostri live. Quel che subito impressiona di voi è la grande carica e l’energia che trasmettono i vostri pezzi…  avete un basso eccezionale, un sound forte e deciso! Ascoltando l’album, invece, è tutto molto più soft, più delicato oserei dire. Non so se si tratta solo di una mia impressione, ma è come se ci fossero due Dommin: quelli dell’album e quelli dei live.  Cosa pensi al riguardo? Come vivete la realtà del live rispetto a quella dello studio di registrazione?

KD: Credo che abbia più a che fare con l’energia fisica che mettiamo nei nostril live. Allo stesso modo, l’energia che la folla ci trasmette ci aiuta molto e credo che durante i live circolino più energia e aggressività.  Sono sicuramente contento dell’album,  ma  le persone ci dicono spesso che piaciamo di più quando suoniamo live.

THP: Parlando adesso del passato della band, come mai la decisione di chiamarla usando il tuo cognome? C’è qualche ragione di fondo o si è trattato di una scelta random?

KD: Beh, io ho fondato la band e dopo così tanti anni e cambi di membri, io ero l’unico elemento stabile. Oltretutto,  per me è molto importante che il nome faccia capire il messaggio e il tema della band. E considerando che non mi piace essere inscatolato in una dimensione creativa dove posso essere solo in un modo,  ho pensato che darle il mio nome mi desse anche la libertà di essere me stesso e di esplorare tutto ciò che desidero.

THP: Come e quando hai cominciato a interessarti la musica? Qual è stato il tuo percorso artistico?

KD: Ho cominciato ad interessarmi alla musica già da piccolo. I miei genitori  ne ascoltavano tanta e sono diventato fan dei KISS quando ero molto piccolo. Da lì ho cominciato sempre più ad ascoltarne fino a conoscere band come Danzig, Type O Negative, Metallica, Rammstein e Depeche Mode. Dopo quel periodo, ho cominciato ad ampliare molto il mio repertorio e mio nonno mi introdusse al mondo della Big Band e della musica Swing degli anni 30’ e 40’.

THP: "Dommin is the sound of the brokenhearted" è tratta dalla biografia che possiamo trovare sul vostro sito. Nel vostro album, come possiamo leggere, parlate di amore e relazioni che spesso fanno soffrire. Affermi anche: "The words and music are there for those misunderstood people who need to know that there is someone out there who feels the same". Potresti spiegarci queste tue citazioni?  Vedete  la musica come una cura contro il mal d’essere,  la solitudine?

KD: Per ciò che ho vissuto, scrivere è sicuramente terapeutico. Scrivo musica solo per me stesso.  Ma alla fine, nel mondo non siamo poi tanto diversi gli uni dagli altri. Siamo tutti in cerca dell’amore, ci innamoriamo, smettiamo di amare e soffriamo. Non è un segreto. Quindi essendo la voce del mio dolore, sono anche lavoce di coloro i quali hanno vissuto lo stesso.

THP: Scrivere è una sorta di valvola di sfogo: riusciamo a scaricare i problemi  e, spesso, tiriamo fuori aspetti del  tutto nuovi di noi stessi. Nel vostro caso, chi scrive i testi delle vostre canzoni?  E’ un processo di gruppo o è qualcosa di più intimo? In entrambi i casi, come vivete la fase di scrittura? E’ un momento doloroso? Liberatorio? 

KD: La maggior parte delle canzoni e tutte le liriche sono scritte da me. Il più delle volte, scrivo da solo perché una volta che ho avuto un’ispirazione, vado avanti  e lascio che abbia il suo corso. Ma spesso, se ho bisogno della scintilla che accenda il fuoco,  collaboro con i componenti della mia band o con il mio amico e produttore Lukas Banker.  Non è sicuramente doloroso; più che altro lo definirei  liberatorio perché mi permette di trasformare qualcosa di negativo in un risultato positivo.

 


THP:
Molti, ascoltandovi, hanno fatto subito un parallelismo, paragonandovi a Elvis. Il vostro sound e la tua voce ricordano molto il Re del rock. Quali sono le band che hanno ispirato il vostro stile?

KD: Le  persone di solito nominano Elvis perché è tutto ciò che conoscono di quel periodo. Credo di avere uno dei suoi Greatest Hits. Ma ci sono molte persone di quel periodo che facevano rockabilly il quale ha lasciato qualche traccia nella nostra musica. Le mie fonti di ispirazione sono tutte le rock bands con le quail sono cresciuto e tutti i cantanti cooner degli anni 30’ e 60’.

THP: ( I Just) Died In Your Arms è la canzone più famosa dei Cutting Crew, band rock degli anni ’80. In molti ne hanno fatta una cover, tra cui gli stessi  HIM che  erano soliti suonarla live agli inizi della loro carriera. Come mai  avete deciso anche voi di farne una cover?

KD: Ad essere sinceri,  non avevo idea che anche altri ne avessero fatta una cover.  Se  l’avessi saputo, probabilmente non l’avrei fatta.  Solo dopo averla registrata e suonata live, Ville ci ha detto che erano soliti suonarla live in passato. Non ne avevo proprio idea.

THP: Siete ormai da diversi mesi in tour con gli HIM e prima di loro avete supportato i Lacuna Coil; poi vi abbiamo visto protagonisti del vostro primo live al The Borderline di Londra e tra un mese circa sarete tra i protagonisti del Rock Am Ring 2010 e del Download 2010 assieme a bands del calibro di Motorhead e 30 Seconds to Mars.  Senza dubbio, si tratta di motivo di orgoglio per una band ancora agli inizi. Come vi sentite al riguardo? Cosa vi aspettate da questa nuova realtà decisamente diversa rispetto alla classica venue?

KD: Non ci penso molto. Sono indubbiamente onorato di suonare con dei nomi del genere. Ma quando si tratta di queste cose, tendo a preoccuparmi solo diciò che mi sta davanti. Se ci penso troppo, finirei per dare di matto. Sicuramente non ci penserò fino a cinque minuti prima di salire sul palco. Non sono sicuro di quel che devo aspettarmi.  Non sono sicuro che le vibrazioni dei Dommin si mostreranno efficacemente in un festival all’aperto.  Ma speriamo che l’essere esposti a un nuovo pubblico abbia un effetto positive per noi.

THP: Come descriveresti  Love Is Gone a delle persone che non vi conoscono? Come definiresti  il vostro stile?

KD: Penso che Love Is Gone sia un album versatile che le persone potrebbero amare dall’inizio alla fine. E’ un album onesto e passionale con una punta di dark rock.

THP: Il primo singolo estratto da Love Is Gone si intitola My Heart, Your Hands. Come mai avete scelto questo come primo?  Potresti spiegare anche il concetto che sta dietro il video? Sono rimasta particolarmente colpita dalle donne vestite in pwc…

KD: Effettivamente, non ho scelto proprio questo come primo singolo. Se fosse dipeso da me, penso che avrei scelto “Dark Holiday.”  Ma trattandosi  della mia opinione, non so quanto possa essere obiettiva considerando che suono “My Heart, Your Hands”dal 2003. Il video musicale si basa tutto su una metafora.  La sciarpa rossa rappresenta una ragazza che ha giocato col mio cuore.  E’ la mia paura e il peso del  mio passato, rappresentato dalle ombre riflesse dalla sua testa e che divorano lei e qualunque relazione che avremmo potuto avere.

THP: Tornando alle origini dei Dommin, tu ne sei il fondatore e, negli anni, si sono succeduti gli altri membri  fino a trovare, nel  2008, la vostra formazione definitiva. E’ stato difficile adattarsi a ognuno o avete da subito trovato la perfetta alchimia che possiamo notare quando siete sul palco?

KD: No, non è stato difficile. Credo di aver preso delle sagge decisioni riguardo alle persone con le quali collaborare. Non ho certemante preso in considerazione solo la loro bravura, ma anche le loro personalità e temperamenti.

THP: Gli HIM sono senza dubbio la band finlandese più famosa al mondo e altrettanto ovvio è che essere la loro band di supporto è un ottimo trampolino di lancio. Siamo ormai agli sgoccioli del tour USA di Screamworks: Love In Theory and Practice… tirando le somme, come definireste questa esperienza?

KD: Questo tour è stato davvero fantastico per noi. E’ sicuramente un qualcosa di grande di cui fare parte.  I fans degli HIM sono le persone più adatte alle quali mostrare la nostra musica perché la capiscono. Ha fatto si che fosse possibile per noi di andare in tour in alcune città come headliner e non solo come band di supporto. Siamo incredibilmente grati per questo.

THP: Quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro? Continuerete a fare da support band agli HIM anche durante il tour EU? Avete in cantiere un futuro tour che vedrà voi come unici protagonisti?

KD: Se ci daranno la possibilità di fare alter date europee oltre quelle che abbiamo fatto a Marzo, saremmo indubbiamente più che onorati di accompagnarli. Ma forse i Dommin non dovrebbero essere così egoisti con un’opportunità del genere.  Credo che ci sia in progetto di tornare in Europa durante la stagione dei festival s estivi e poi di fare qualche concerto per conto nostro.

THP: Che altro dire… grazie ancora per il tempo che ci hai concesso e speriamo di vedervi presto in Italia!

KD: Grazie a voi  per avermi intervistato dandoci la possibilità di far conoscere I Dommin a tutti coloro che leggono heartagram.it.  Speriamo di vedervi tutti molto presto!

Commenti   

#2 Ce_nere 2010-05-11 15:45
Bella e interessante questa intervista!
Quando a Nottingham ho visto live questa band mi ha subito colpita...sono molto bravi...e anche simpatici ...alla fine del concerto si sono trattenuti con il gruppetto di persone che attendeva invano l'uscita degli HIM (tra cui c'ero anche io)...eheh
#1 phantomoon 2010-05-11 00:19
Grazieeeee per l'intervista!! I Dommin sono grandi e meritano davvero un grande successo. Dopo averli sentiti suonare al concerto di Amburgo, ho comprato il CD e devo dire che adoro tutte le loro canzoni.
Finora mi era successo solo con gli HIM. Spero che tornino in Italia al più presto.

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